venerdì 2 dicembre 2011

2 dicembre 2011

«Io vi dico: Elia è già venuto 
e non l’hanno riconosciuto; 
anzi hanno fatto di lui quello che hanno voluto. 
Così anche il Figlio dell’uomo 
dovrà soffrire per opera loro».
(Mt 17,12)

Elia nel popolo di Israele, veniva riconosciuto come il più grande profeta di tutti i tempi. Eliseo, suo discepolo, dovrà raccogliere oltre che il mantello, la pesante eredità di Elia scomparso tra le nubi su di un carro di fuoco. Questo profeta passionale e pieno di zelo, sofferente e tragico? dunque? era scomparso, non morto, e si attendeva la sua venuta per preparare la strada al Messia. Gesù ci dona una sconcertante chiave di lettura: l'Elia atteso, in realtà, era già venuto: si trattava di Giovanni il battezzatore, come Elia pieno di zelo e di rabbia contro il malcostume del popolo. Ma, ammonisce Gesù, Elia non è stato riconosciuto, il Battista è stato visto come un fenomeno da baraccone, per poco tempo ci si è lasciati illuminare dalla sua predicazione.
Tragico destino dei profeti di ieri e di oggi, dei santi di tutti i tempi troppe volte scambiati per fenomeni da baraccone, ignorati e non accolti, suscitano stupore e ammirazione senza produrre conversione e, spesse volte, vengono messi da parte. Facciamo attenzione a non ripetere lo stesso errore, impariamo a riconoscere i tanti segni di profezia che accompagnano la nostra vita, senza sminuirli o addomesticarli: il nostro cuore sia aperto a tutto ciò che ci porta, oggi, verso l'incontro e la conoscenza del Signore Gesù.
(Paolo Curtaz)

Nessun commento:

Posta un commento

Riapre La Stanza di Enoch

Cara amica, caro amico, torno in questa stanza come si torna in un posto che si è amato e poi a lungo trascurato. Ho scelto di riaprire La S...