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venerdì 11 ottobre 2019

Solo per oggi...



1. Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.
2. Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.
3. Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.
4. Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.
5. Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l'ascolto sono necessari alla vita dell'anima.
6. Solo per oggi compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
7. Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.
8. Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l'esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.
9. Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell'Amore.
10. Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.
San Giovanni XXIII

venerdì 29 marzo 2013

Seguire Pietro è seguire Francesco

Cresce l'entusiasmo intorno a Papa Francesco, sono molti coloro che in questi giorni mi hanno avvicinato dicendomi ‹‹questo Papa mi piace!››. Mi domando perché piace il Papa? Il suo modo di essere non mi sembra molto conciliante con un cristianesimo abitudinario, occasionale, fondamentalmente pigro. Forse perché assomiglia a quei parroci di campagna che conoscono bene il proprio "gregge", ma non sono propio quei preti così spesso criticati e giudicati? Ci piace il fatto che abbia portato novità nel "sacro palazzo"? Ci piace il costante richiamo alla comunione, alla condivisione con i poveri, con i deboli, gli emarginati? Ci piace il suo invito ad uscire per andare incontro all'umanità perche ‹‹la casa di Gesù è la gente?››. Allora iniziamo a vivere così anche noi, io per primo. Ma oso suggerire a voi che più frequentemente entrate nella stanza di Enoch di seguire Papa Francesco. Non accontentatevi degli articoli dei giornalisti, fate la fatica di seguire voi quello che dice il nuovo successore di Pietro: ascoltate e vivete! Come? Proponetevi di leggere ogni settimana o il testo dell'udienza o dell'angelus, di seguire i suoi discorsi e le sue omelie. Perché vi propongo questo? Perché anch'io sono lieto di questo dono che è il mio fratello Vescovo Jorge Mario Bergoglio che ha accettato di essere Vescovo di Roma, Papa della Chiesa cattolica, io sono lieto che lui sia se stesso e che porti la sua esperienza, ma io so che il volto della Chiesa cambierà anche se io accolgo la possibilità di essere un uomo, cristiano, prete santo. Credo che Papa Francesco mi possa aiutare in questo. Di questo sono grato e penso che la gratitudine abbia radici più profonde dell'entusiasmo e dell'emozione. 
In questo giovedì santo ho pregato per il Papa e per Benedetto XVI, per tutti i sacerdoti della Chiesa di Dio perché siano santi. Spero che anche voi abbiate pregato per il vostro fratello Enoch.
Dio vi benedica!

giovedì 14 marzo 2013

Benvenuto Papa Francesco!




«Fratelli e sorelle buona sera. Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un Vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo, ma siamo qui. Vi ringrazio per l’accoglienza, la comunità diocesana di Roma ha il suo Vescovo. Grazie. Prima di tutto vorrei fare una preghiera per il nostro Vescovo emerito, Benedetto XVI: preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca».
Quindi ha inizia a recitare, seguito da tutta la folla: Padre nostro...,Ave o Maria..., Gloria al Padre.... Poi ha proseguito.
«E adesso incominciamo questo cammino Vescovo e popolo, Vescovo e popolo, questo cammino della Chiesa di Roma, quella che presiede nella carità tutte le Chiese, un cammino di fratellanza, d’amore e di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi, l’uno per l’altro, preghiamo per tutto il mondo perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa che oggi cominciamo e chi mi aiuterà, il mio Cardinale Vicario qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa tanto bella città».
«Adesso vorrei dare la benedizione, ma prima vi chiedo un favore: prima che il Vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi pregate il Signore perché mi benedica, la preghiera del popolo, chiedendo la benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me».
Poi Papa Francesco I ha indossato la stola per dare la benedizione Urbi et Orbi: «Do la benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti gli uomini e donne di buona volontà: “Sancti Apostoli Petrus et Paulus...”». La banda della gendarmeria ha intonato l’Inno di Mameli e altre melodie tra gli applausi dei fedeli che gridavano: “Viva il Papa”. Ma la folla sembrava attendere ancora una parola dal nuovo Pontefice. Il Santo Padre ha così ripreso e concluso: «Grazie tante dell’accoglienza. Pregate per me e ci vediamo presto. Domani voglio andare a pregare la Madonna perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo».

sabato 2 marzo 2013

1 marzo 2013 - Grazie Papa Benedetto

Piazza San Pietro, 8 ottobre 2008

L’amore, l’amicizia di Dio, 
ci è stata data perché arrivi anche agli altri. 
E dobbiamo portare un frutto che rimanga. 
Tutti gli uomini vogliono lasciare 
una traccia che rimanga. 
Ma che cosa rimane? 
Il denaro no. 
Anche gli edifici non rimangono; 
i libri nemmeno.
L’unica cosa, che rimane in eterno, 
è l’anima umana, 
l’uomo creato da Dio per l’eternità. 
Il frutto che rimane è perciò 
quanto abbiamo seminato nelle anime umane: 
 l’amore, la conoscenza; 
il gesto capace di toccare il cuore; 
la parola che apre l’anima alla gioia del Signore. 
Allora andiamo e preghiamo il Signore, 
perché ci aiuti a portare frutto, 
un frutto che rimane. 
Solo così la terra viene cambiata 
da valle di lacrime 
in giardino di Dio. 
(Benedetto XVI)

Riapre La Stanza di Enoch

Cara amica, caro amico, torno in questa stanza come si torna in un posto che si è amato e poi a lungo trascurato. Ho scelto di riaprire La S...