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venerdì 2 settembre 2022

Non per essere servito ma per servire

Oggi alle ore 15.00 nella Chiesa di san Pietro martire a Seveso ho vissuto la celebrazione nella quale è stata annunciata e benedetta la mia nuova nomina a Parroco delle parrocchie di Albizzate e Sumirago. Mi emoziona sempre entrare in quella Chiesa che mi ha visto seminarista del ginnasio, solista nella preghiera dei vespri della domenica pomeriggio con la presenza dei genitori. In quegli anni ho iniziato a vivere l'intensa amicizia con il mio professore di latino e greco don Mario Delpini, ora Arcivescovo e benedicente Pastore del mio nuovo cammino. 

Con gratitudine concludo il mio servizio di Parroco delle parrocchie di Castelnuovo Bozzente, Beregazzo, Figliaro e Binago. 

Vi chiedo di unirvi alla preghiera della Chiesa e di invocare su di me la benedizione di Dio: 

Accogli, Padre santo,

la preghiera che ti innalziamo nel nome di Cristo, 

tuo Figlio che per ammaestrarci con l'esempio 

volle lavare i piedi ai discepoli;

concedi che, offrendoci in servizio spirituale, 

veniamo anche noi animati 

dallo spirito di umiltà e di amore 

e resi conformi a lui, 

che vive e regna nei secoli dei secoli.

Amen



martedì 17 novembre 2020

All'inizio dell'Avvento


Siamo, Padre, davanti a te 

all’inizio di questo Avvento. 

E siamo davanti a te insieme,

in rappresentanza anche 

di tutti i nostri fratelli e sorelle 

di ogni parte del mondo.

In particolare delle persone che conosciamo; 

per loro e con loro, Signore, 

noi ti preghiamo.


Noi sappiamo che ogni anno si ricomincia 

e questo ricominciare 

per alcuni è facile, è bello, è entusiasmante, 

per altri è difficile,

è pieno di paure, di terrore.

Pensiamo a come si inizia questo Avvento

nei luoghi della grande povertà, 

della grande miseria; 

con quanta paura la gente guarda 

al tempo che viene.

 

O Signore, noi ci uniamo a tutti loro;

ti offriamo la gioia che tu ci dai di incominciarlo,

ti offriamo anche la fatica,

il peso che possiamo sentire nel cominciarlo. 

Questo tempo che inizia nel tuo nome santo, 

vissuto sotto la potenza dello Spirito, 

sia accoglienza della tua Parola. 


Te lo chiediamo per Gesù Cristo, 

tua Parola vivente che viene in mezzo a noi 

e viva qui, insieme con Maria, Madre del tuo Figlio, 

che con lo Spirito Santo e con te 

vive e regna per tutti i secoli dei secoli. 

Amen.

(Carlo Maria Martini)

venerdì 22 marzo 2019

22 marzo 2019 - Suscipe


Prendi e ricevi, Signore, 
tutta la mia libertà,
la mia memoria, 
la mia intelligenza
e tutta la mia volontà.

Tutto quel che ho e possiedo,
me l'hai donato tu:
a te, Signore, io lo rendo.

Tutto è tuo,
tu puoi disporne
secondo la tua piena volontà.

Accordami il tuo amore e la tua grazia,
sono abbastanza, per me.

Ignazio di Loyola, Esercizi Spirituali

venerdì 10 gennaio 2014

Ripartire

Se avete paura dell’amore, 
non fatevi mai sacerdoti… 
Se avete paura della gente, 
non dite mai Messa! 
Perché quando cominciate a dir Messa 
lo Spirito di Dio si sveglia 
come un gigante dentro di voi 
e infrange la serratura del vostro santuario privato 
e chiama tutta la gente del mondo, 
affinché entri nel vostro cuore.
Se dite messa 
condannate la vostra anima 
al tormento di un Amore 
che è così vasto e così insaziabile 
che non riuscirete mai a sopportarlo da soli. 
Quell’amore è l’Amore del cuore di Gesù 
che arde dentro il vostro miserabile cuore 
e fa cadere su di voi l’immenso peso della sua pietà 
per tutti i peccati del mondo.
(Thomas Merton)

In questi giorni di formazione permanente del clero per coloro che hanno ricevuto un nuovo incarico pastorale ho ascoltato molte parole, ho raccolto inviti, ho ricevuto esortazioni, ho colto intuizioni, ho sentito il peso di obblighi da ottemperare… 
Ora tornato a casa da dove ripartire?
Dal mio miserabile cuore, "mangiatoia" di Dio, nel quale per grazia le parole diventeranno annuncio appassionato, gli inviti adempimenti gioiosi, le esortazioni scelte intelligenti, le intuizioni desideri di Cielo e gli obblighi docile obbedienza.

mercoledì 9 ottobre 2013

9 ottobre 1993

Il trasloco è sempre impresa molto faticosa, ma può riservare qualche sorpresa. Così ieri sera iniziando a sistemare il libri ho trovato il libretto con il testo della mia ordinazione diaconale. Nelle pagine finali ho trovato una pagina di un quaderno vergata a matita...

9 ottobre 1993 
vigilia della mia ordinazione diaconale

Dio è fedele.
Io vivo e vivrò solo di questa fedeltà 
che è misericordia.
In questo momento so, 
perché lo sperimento profondamente,
che ciò che sto per compiere 
è la cosa giusta.
Io so che sto facendo la volontà del Padre.
Io so che Dio è vero per me.
Ho una profonda pace nel cuore,
accolgo un dono.
Io appartengo a Gesù
per questo mi appartiene il suo dono
che per essere vero 
deve essere a sua volta donato.
Non credevo che sarei giunto così sereno
a questo momento.

È dono tuo questa pace.
Dio tu sei fedele. Allelluja!

Pregate per me.

lunedì 11 giugno 2012

Tu sei per me, io sono per Te!


In questo giorno che mi ricorda la fedeltà di Dio e la benedizione che sono quanti hanno abitato i miei diciotto anni di ministero presbiterale, vi chiedo il dono della preghiera.
Dio vi benedica!

Dio fedele,
grazie per avermi donato la vita
e la vita nella fede.
Grazie per avermi benedetto
donandomi una bellissima famiglia.
Grazie per avermi chiamato presto alla Tua sequela.
Grazie per la promessa che oggi compi in me.
Dio fedele,
conserva in me sempre un profondo stupore
per tutto ciò che è dono e opera Tua.
Aumenta sempre di più la mia fede
perché non dubiti mai della Tua fedeltà.
Custodisci nel mio cuore la gioia
perché niente e nessuno mi separi da Te.
Donami l’umiltà di chi non ha nulla di che vantarsi
se non di essere figlio tuo.
Donami la pazienza di chi rimane
anche quando si è soli,
anche quando sembra inutile.
Donami un cuore profondamente grato
che sia capace in ogni istante
di gratitudine e di gratuità.
Dio fedele donami di saper amare come ami Tu
con fedeltà e tenacia
misericordia e tenerezza.
Dio fedele
Donami di essere solo per Te
perché Tu sei per me.
Amen 
(11 giugno 1994)

giovedì 3 maggio 2012

Maria, donna forte

MADRE DEI DEBOLI

Santa Maria, 
soccorri i misei, aiuta gli sfiduciati, 
rincuora i deboli.
Quanti celebrano il tuo ricordo 
sperimentino tutti il tuo generoso aiuto.
Attenta alla voce di chi ti prega, 
soddisfa il desiderio di ognuno.
Sia tuo compito l'assidua intercessione 
per il popolo di Dio,
tu che meritasti, o benedetta, 
di portare il riscatto del mondo,
colui che vive e regna nei secoli dei secoli! 
Amen.
(Testo di Fulberto di Chartres, vescovo delle Gallie, morto nel 1208)

mercoledì 2 maggio 2012

Maria, roveto ardente

MADRE SEMPRE VERGINE

Maria, Tu sei il roveto visto da Mosè
in mezzo alle fiamme che non si consumava,
il quale è il Figlio del Signore.
Egli venne ed abitò nelle tue viscere
e il fuoco della sua divinità
non consumò la tua carne.
Prega per noi, o Santa!
(Testo tratto dagli inni mariani della Chiesa etiopica)

martedì 1 maggio 2012

Maria, nuova Eva

MADRE DEI VIVENTI

Beata tu, Maria, 
divenuta madre del Signore dei re!
Nel tuo seno ha abitato colui 
della cui lode sono pieni i cieli.
Beata tu, o Benedetta, 
perché per te è stata cancellata
la maledizione di Eva!
Grazie a te è stato pagato il debito comune 
contratto dal serpente per le generazioni.
Tu hai generato quel tesoro 
che ha colmato il mondo di ogni aiuto.
Da te è sorta la luce 
che ha distrutto il regno delle tenebre.
(Cantico mariano di Efrem il Siro, dottore della Chiesa)

sabato 7 aprile 2012

La Madonna del Sabato santo


(Gerusalemme, Altare della Crocifissione)

Tu nel sabato del silenzio di Dio
sei e rimani la "Virgo fidelis"
e ci ottieni la "consolazione della mente".

Tu, o Maria, nel Sabato santo
sei e rimani la "Virgo fidelis", la Vergine credente,
tu porti a compimento la spiritualità di Israele,
nutrita di ascolto e di fiducia.
Noi non sappiamo, o Maria,
da quale tipo di consolazione profonda
sei stata sostenuta nel tuo Sabato santo.
Siamo certi però che Colui 
che ti ha gratificata di tali doni
in momenti decisivi della tua esistenza
ti ha sostenuto anche in quel giorno,
in continuità con tutte le grazie precedenti.
La forza dello Spirito, presente in te fin dall’inizio,
ti ha sorretto nel momento del buio
e dell’apparente sconfitta del tuo Gesù.
Tu hai ricevuto il dono 
di poterti fidare fino in fondo del disegno di Dio
e ne hai riconosciuto nel tuo intimo 
la potenza e la gloria.

Tu ci insegni così a credere 
anche nelle notti della fede,
a celebrare la gloria dell’Altissimo 
nell’esperienza dell’abbandono,
a proclamare il primato di Dio 
e ad amarlo nei suoi silenzi
e nelle apparenti sconfitte.
Intercedi per noi, o madre, 
perché non ci manchi mai
quella consolazione della mente 
che sostiene la nostra fede
e fa sì che da un granello di senapa
spunti un albero capace di offrire rifugio
agli uccelli del cielo (cf Mt 13,31-32).

Tu nel sabato della delusione 
sei la Madre della speranza
e ci ottieni la "consolazione del cuore.

Tu, o Maria,
hai imparato ad attendere e a sperare.
Hai atteso con fiducia la nascita del tuo Figlio 
proclamata dall’angelo,
hai perseverato nel credere alla parola di Gabriele
anche nei tempi lunghi in cui non capitava niente,
hai sperato contro ogni speranza 
sotto alla croce e fino al sepolcro,
hai vissuto il Sabato santo infondendo speranza 
ai discepoli smarriti e delusi.
Tu ottieni per loro e per noi 
la consolazione della speranza,
quella che si potrebbe chiamare 
"consolazione del cuore".

Tu, o Madre della speranza,
hai pazientato con pace nel Sabato santo
e ci insegni a guardare con pazienza 
e perseveranza a ciò che viviamo
in questo sabato della storia, 
quando molti, anche cristiani,
sono tentati di non sperare più nella vita eterna
e neppure nel ritorno del Signore.
Noi ti preghiamo,
o madre della speranza e della pazienza:
chiedi al tuo Figlio che abbia misericordia di noi
e ci venga a cercare sulla strada 
delle nostre fughe e impazienze,
come ha fatto con i discepoli di Emmaus.
Chiedi che ancora una volta la sua parola
riscaldi il nostro cuore (cf Lc 24, 32).
Intercedi per noi
affinché viviamo nel tempo 
con la speranza dell’eternità,
con la certezza che il disegno di Dio sul mondo
si compirà a suo tempo
e noi potremo contemplare 
con gioia la gloria del Risorto,
gloria che già è presente, pur se in maniera velata,
nel mistero della storia.

Tu, nel sabato dell’assenza e della solitudine,
sei e rimani la madre dell’amore
e ci ottieni la "consolazione della vita".
Il senso del tuo soffrire, o Maria,
è la generazione di un popolo di credenti.

Tu nel Sabato santo ci stai davanti 
come madre amorosa
che genera i suoi figli a partire dalla croce,
intuendo che né il tuo sacrificio 
né quello del Figlio sono vani.
La consolazione con la quale Dio 
ti ha sostenuto nel Sabato santo,
nell’assenza di Gesù 
e nella dispersione dei suoi discepoli,
è una forza interiore 
di cui non è necessario essere coscienti,
ma la cui presenza ed efficacia 
si misura dai frutti, dalla fecondità spirituale.

Tu conosci, o Maria,
probabilmente per esperienza personale,
come il buio del Sabato santo
possa talora penetrare fino in fondo all’anima
pur nella completa dedizione 
della volontà al disegno di Dio.
Tu ci ottieni sempre, o Maria,
questa consolazione che sostiene lo spirito 
senza che ne abbiamo coscienza,
e ci darai, a suo tempo, 
di vedere i frutti del nostro "tener duro",
intercedendo per la nostra fecondità spirituale.

Tu, o Maria, sei madre del dolore,
tu sei colei che non cessa di amare Dio
nonostante la sua apparente assenza,
e in Lui non si stanca di amare i suoi figli,
custodendoli nel silenzio dell’attesa.
Nel tuo Sabato santo, o Maria,
sei l’icona della Chiesa dell’amore,
sostenuta dalla fede più forte della morte
e viva nella carità che supera ogni abbandono.
O Maria, ottienici quella consolazione profonda
che ci permette di amare 
anche nella notte della fede e della speranza
e quando ci sembra di non vedere 
neppure più il volto del fratello!

Tu, o Maria, ci insegni che l’apostolato,
la proclamazione del Vangelo,
il servizio pastorale, l’impegno di educare alla fede,
di generare un popolo di credenti,
ha un prezzo, si paga "a caro prezzo".
Donaci quell’intima consolazione della vita
che accetta di pagare volentieri,
in unione col cuore di Cristo,
questo prezzo della salvezza.
Fa’ che il nostro piccolo seme accetti di morire
per portare molto frutto!
 (Carlo Maria Martini)

Riapre La Stanza di Enoch

Cara amica, caro amico, torno in questa stanza come si torna in un posto che si è amato e poi a lungo trascurato. Ho scelto di riaprire La S...