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venerdì 2 settembre 2022

Non per essere servito ma per servire

Oggi alle ore 15.00 nella Chiesa di san Pietro martire a Seveso ho vissuto la celebrazione nella quale è stata annunciata e benedetta la mia nuova nomina a Parroco delle parrocchie di Albizzate e Sumirago. Mi emoziona sempre entrare in quella Chiesa che mi ha visto seminarista del ginnasio, solista nella preghiera dei vespri della domenica pomeriggio con la presenza dei genitori. In quegli anni ho iniziato a vivere l'intensa amicizia con il mio professore di latino e greco don Mario Delpini, ora Arcivescovo e benedicente Pastore del mio nuovo cammino. 

Con gratitudine concludo il mio servizio di Parroco delle parrocchie di Castelnuovo Bozzente, Beregazzo, Figliaro e Binago. 

Vi chiedo di unirvi alla preghiera della Chiesa e di invocare su di me la benedizione di Dio: 

Accogli, Padre santo,

la preghiera che ti innalziamo nel nome di Cristo, 

tuo Figlio che per ammaestrarci con l'esempio 

volle lavare i piedi ai discepoli;

concedi che, offrendoci in servizio spirituale, 

veniamo anche noi animati 

dallo spirito di umiltà e di amore 

e resi conformi a lui, 

che vive e regna nei secoli dei secoli.

Amen



lunedì 11 luglio 2022

San Benedetto, Padre di un nuovo inizio.

Il 5 giugno 2022 il Vescovo Ausiliare della Zona Pastorale II, Mons. Giuseppe Vegezzi, ha annunciato la mia nuova destinazione, vi riporto di seguito la Sua comunicazione ufficiale.

Mi attende una Comunità intitolata a San Benedetto. In questo giorno a lui dedicato chiedo la sua benedizione perché con la grazia dello Spirito mi accompagni in questo nuovo tratto di cammino.




Ai fedeli dell’Unità Pastorale delle Parrocchie di 

Binago – Castelnuovo

Beregazzo e Figliaro


Varese, 5 giugno 2022


Carissimi,


Vi scrivo per comunicarvi che il nostro Arcivescovo ha chiesto a don Roberto Dimarno di lasciare la responsabilità di Parroco presso la vostra Unità Pastorale a partire dal prossimo 1 settembre. 

Don Roberto ha condiviso con voi 9 anni del suo ministero pastorale a Castelnuovo, Beregazzo e Figliaro, e 5 anni a Binago come Parroco delle vostre comunità parrocchiali. L’esperienza vissuta con voi gli sarà utile per essere un pastore secondo il cuore di Cristo presso la Comunità Pastorale “San Benedetto” di Albizzate e Sumirago composta da 6 parrocchie. 

Lo ringrazio per la disponibilità e la libertà di spirito di lasciare persone conosciute e relazioni avviate per dedicarsi con cuore aperto alle comunità che il Signore gli affida. Sono certo che saprete trovare il tempo e il modo per esprimergli la vostra riconoscenza. 


Confido nella vostra comprensione e nel desiderio di essere tutti, giovani, adulti e anziani, testimoni di una chiesa missionaria, cioè capace di annunciare a tutti la gioia del Vangelo.

Sempre con il 1 settembre verrà nominato vostro Parroco don Paolo Zucchetti, ordinato sacerdote nel 1997 e attualmente Parroco dei “Santi Carlo ed Anna” di Segrate.


Ogni passaggio nel ministero ci ricorda la fedeltà del Signore alla sua Chiesa, ma anche la necessità di continuare a pregare per tutte le vocazioni cristiane, e in particolare per le vocazioni sacerdotali al servizio della nostra amata Chiesa Ambrosiana.

Un saluto e una preghiera per tutti voi!


Il Vicario Episcopale

Mons. Giuseppe Vegezzi





giovedì 10 ottobre 2019

Spinti dall’amore di Cristo perché il mondo creda

28 settembre 2019 - Duomo di Milano - Ordinazioni diaconali
Non ricordo chi mi rivestì della dalmatica nel giorno della mia ordinazione diaconale 26 anni fa, ma la gioia stupita di quel 10 ottobre 1993 si è rinnovata nell’aver vissuto con Luigi Marcucci e Samuele Ferrari il momento della loro ordinazione diaconale. Ringrazio il Signore e don Luigi per avermi regalato la possibilità di condividere il momento della vestizione degli abiti diaconali. Un invito a rinnovare la mia adesione al Signore, e a custodire quella di questi cari amici, compagni di viaggio e dono prezioso per me e per la Chiesa. 

lunedì 4 febbraio 2013

4 febbraio 2013 - Creati per essere serviti da Dio

«Il Figlio dell’uomo infatti
non è venuto per farsi servire, 
ma per servire
e dare la propria vita in riscatto per molti».
(Mc 10,45)



Giovanni, il discepolo preferito, il più spirituale, il mistico, chiede di occupare il primo posto, lui e suo fratello. E gli altri dieci compagni immediatamente si ribellano, unanimi nella gelosia, probabilmente perché avrebbero voluto chiederlo loro! Ed è come se finora Gesù avesse parlato a vuoto: «Non sapete quello che chiedete», quali dighe abbattete con questa fame di primeggiare, quale mondo sbagliato generate con questa volontà di potenza! E spalanca l'alternativa cristiana, la differenza cristiana. 
I grandi della terra dominano e opprimono gli altri. Tra voi però non è così! Credono di dirigere il mondo con la forza... voi non sarete così! Gesù prende le radici del potere e le capovolge al sole e all'aria. 
Chi vuole diventare grande: Gesù non condanna questo desiderio, anzi lui stesso promette una grandezza, non vuole con sé uomini umiliati o schiavi, ma che diventino grandi, regali, nobili, fieri, liberi, prendendosi cura della felicità dell'altro. 
Sia il servitore di tutti. Servizio: il nome esigente dell'amore, il nome nuovo della civiltà. Anzi, il nome di Dio: «Non sono venuto per farmi servire, ma per essere servo». La più sorprendente di tutte le definizioni di Gesù. Parole che danno una vertigine: Dio mio servitore! Vanno a pezzi le vecchie idee su Dio e sull'uomo: Dio non è il Padrone dell'universo, il Signore dei signori, il Re dei re, è il ser­vo di tutti. Non tiene il mondo ai suoi piedi, è inginocchiato lui ai piedi delle sue creature; non ha troni, cinge un asciugamano, si inchina davanti a te, e i tuoi piedi sono fra le sue mani. Ma io tremo, se penso alla brocca e all'asciugamano, ho paura. Eppure ve la immaginate un'umanità dove ognuno corre ai piedi dell'altro? E si inchina non davanti ai potenti del mondo, ma davanti all'ultimo? 
Pensiamo attentamente a che cosa significhi avere un Dio nostro servitore. Il padrone fa paura, il servo no. Cristo ci libera dalla paura delle paure: quella di Dio. Il padrone giudica e punisce, il servo no, sostiene, non spezza la canna incrinata ma la fascia come fosse un cuore ferito. Gesù capovol­ge l'immagine tradizionale di Dio, le dà una bellezza che stordisce: siamo stati creati per essere amati e serviti da Dio, qui e per sempre. Non sei tu che esisti per Dio, ma è Dio che esiste per te, in funzione di te, per amarti, per servirti, per conoscerti, per lasciarsi stupire da te, da questi imprevedibili, liberi, splendidi, talvolta meschini figli che noi siamo. Se Dio è nostro servitore, chi sarà nostro padrone? Il credente non ha nessun padrone, eppure è servo di ogni uomo. E non come riserva di viltà, ma come grandezza d'animo, come prodigio di coraggio.
(Ermes Ronchi)


Riapre La Stanza di Enoch

Cara amica, caro amico, torno in questa stanza come si torna in un posto che si è amato e poi a lungo trascurato. Ho scelto di riaprire La S...