«Chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo
non sarà perdonato in eterno».
(Mc 3,29)
Gesù dimostra assurda l’accusa che gli viene mossa dagli scribi di essere uno strumento nelle mani di satana. Di fronte a questo nuovo attacco che gli scribi gli rivolgono Gesù non può tacere, non si sente di lasciare che il Bene possa venire scambiato con il male, per di più da chi dovrebbe aiutare gli altri a riconoscerne la differenza. Così, in un primo momento, Gesù mostra l’illogicità del loro ragionamento, poi però li ammonisce con severità, soprattutto con quella frase lapidaria: «Chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in terno». In altre parole: chi rifiuta la verità di Cristo pur vedendola con chiarezza, chi nega l’evidenza, chi usa Dio a proprio vantaggio e per schiacciare altri uomini, questo è imperdonabile. Qui non si tratta del peccato di chi è nel dubbio, di chi ha una fede debole, di chi fatica a capire, di chi non conosce ancora a pieno l’amore di Dio. Si tratta, invece, del peccato di chi è duro di cuore, di chi crede di sapere tutto, di chi, dopo aver chiaramente conosciuto Gesù, lo rifiuta palesemente e lo denigra. Uno potrebbe pensare che qui Gesù stia rinnegando la sua infinita misericordia, testimoniata da tante altre pagine evangeliche. No! Gesù sta solo dicendo che siamo così liberi al punto di poter trasformare il male in bene e da arrivare a voler vedere Cristo come addirittura un nemico. Tutto questo è il vero peccato che non può essere perdonato, perché esclude l’atteggiamento della fede e il desiderio di conversione che sono necessari per aprirsi ad accogliere il perdono di Dio.
(Ermes Ronchi)
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