lunedì 6 febbraio 2012

Caro San Giovanni Bosco

Ricevo e volentieri condivido le parole di un amico prete che nell'entusiasmo dell'inizio del ministero mi ricorda chi sono e chi voglio essere.


Caro san Giovanni Bosco,
da confratello nello stesso ministero sono portato qui a chiamarti con più confidenza:
caro don Giovanni!
Questa sera voglio condividere con te ciò che porto nel cuore e voglio condividerlo con la mia comunità a partire dalla missione educativa che ciascuno di noi, in modo diverso, vive.
Caro don Giovanni, padre maestro e amico, il profeta Ezechiele ha detto che Dio è come un Pastore che cerca e raduna le sue pecore, soprattutto quelle che si allontanano, fascia le loro ferite e si prende cura di loro. Tu hai vissuto in modo esemplare queste parole, sei diventato padre di molti, non ti sei mai stancato di andare a cercare i lontani per dare loro la possibilità di una vita migliore. Insegna anche a noi l’attenzione ai singoli ragazzi, fa’ che siamo preoccupati non tanto perché non vengono alle nostre iniziative ma perché spesso sono infelici, perché stanno sprecando la loro vita. Rendici inquieti davanti alle povertà e alle sofferenze di chi ci sta intorno. Aiutaci a capire che le iniziative non sono il fine, ma il mezzo di una buona pastorale, ricordalo prima di tutto a noi preti per poi condividerlo con gli altri.
Caro don Giovanni, apri il nostro cuore a Cristo, te lo chiediamo con forza. Contagiaci di quell’entusiasmo che ti ha reso per tutta la vita innamorato di quel Signore che “ci ha amato di amore eterno, e che per questo continua ad esserci fedele”. Oggi abbiamo ascoltato le parole che Paolo ha scritto agli abitanti di Filippi: “Siate lieti nel Signore; fate presenti a Dio le vostre preoccupazioni e Lui vi custodirà”. Chissà quante volte anche tu hai ripetuto queste parole ai tuoi ragazzi! Siate lieti nel Signore. Donaci il coraggio di annunciare prima di tutto e sopra a tutto il Vangelo. Fa’ che i nostri oratori siano sempre luoghi cristiani, dove ogni bambino abbia la possibilità di incontrare il Signore Gesù. Ci serve l’audacia di scelte coraggiose, profetiche, esigenti perché l’educazione nei nostri ambienti sia sempre e solo educazione cristiana.
E infine, caro don Giovanni, sostieni il nostro impegno, soprattutto quando siamo più delusi e affaticati. Il Signore Gesù chiamò a sé un bambino e lo pose in mezzo; tu don Giovanni, per tutta la vita hai fatto la stessa cosa, mettendo i bambini al centro dei tuoi pensieri e delle tue giornate. Quando ci sentiamo più stanchi e ci viene voglia di lasciare tutto ricordaci i motivi del nostro impegno educativo, del nostro ministero sacerdotale, dei nostri incarichi oratoriani o scolastici. E insegnaci che la collaborazione è sempre il metodo più efficace per migliorare e per crescere.
Carissimo don Giovanni, padre, maestro e amico nostro, apri il nostro cuore a Cristo e sostieni il nostro impegno. Amen!


(don Fabio Molon, Casa San Giuseppe Melzo - 31 gennaio 2012)

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