Ricevo e volentieri condivido le parole di un amico prete che nell'entusiasmo dell'inizio del ministero mi ricorda chi sono e chi voglio essere.
Caro san Giovanni
Bosco,
da confratello
nello stesso ministero sono portato qui a chiamarti con più confidenza:
caro don
Giovanni!
Questa sera voglio
condividere con te ciò che porto nel cuore e voglio condividerlo con la mia
comunità a partire dalla missione educativa che ciascuno di noi, in modo
diverso, vive.
Caro don
Giovanni, padre maestro e amico, il
profeta Ezechiele ha detto che Dio è come un Pastore che cerca e raduna le sue
pecore, soprattutto quelle che si allontanano, fascia le loro ferite e si
prende cura di loro. Tu hai vissuto in modo esemplare queste parole, sei
diventato padre di molti, non ti sei mai stancato di andare a cercare i lontani
per dare loro la possibilità di una vita migliore. Insegna anche a noi
l’attenzione ai singoli ragazzi, fa’ che siamo preoccupati non tanto perché non
vengono alle nostre iniziative ma perché spesso sono infelici, perché stanno
sprecando la loro vita. Rendici inquieti davanti alle povertà e alle sofferenze
di chi ci sta intorno. Aiutaci a capire che le iniziative non sono il fine, ma il
mezzo di una buona pastorale, ricordalo prima di tutto a noi preti per poi
condividerlo con gli altri.
Caro don
Giovanni, apri il nostro cuore a Cristo,
te lo chiediamo con forza. Contagiaci di quell’entusiasmo che ti ha reso per
tutta la vita innamorato di quel Signore che “ci ha amato di amore eterno, e
che per questo continua ad esserci fedele”. Oggi abbiamo ascoltato le parole
che Paolo ha scritto agli abitanti di Filippi: “Siate lieti nel Signore; fate
presenti a Dio le vostre preoccupazioni e Lui vi custodirà”. Chissà quante
volte anche tu hai ripetuto queste parole ai tuoi ragazzi! Siate lieti nel
Signore. Donaci il coraggio di annunciare prima di tutto e sopra a tutto il
Vangelo. Fa’ che i nostri oratori siano sempre luoghi cristiani, dove ogni
bambino abbia la possibilità di incontrare il Signore Gesù. Ci serve l’audacia
di scelte coraggiose, profetiche, esigenti perché l’educazione nei nostri
ambienti sia sempre e solo educazione cristiana.
E infine, caro
don Giovanni, sostieni il nostro impegno,
soprattutto quando siamo più delusi e affaticati. Il Signore Gesù chiamò a sé
un bambino e lo pose in mezzo; tu don Giovanni, per tutta la vita hai fatto la
stessa cosa, mettendo i bambini al centro dei tuoi pensieri e delle tue
giornate. Quando ci sentiamo più stanchi e ci viene voglia di lasciare tutto
ricordaci i motivi del nostro impegno educativo, del nostro ministero
sacerdotale, dei nostri incarichi oratoriani o scolastici. E insegnaci che la
collaborazione è sempre il metodo più efficace per migliorare e per crescere.
Carissimo don
Giovanni, padre, maestro e amico nostro,
apri il nostro cuore a Cristo e sostieni il nostro impegno. Amen!
(don Fabio Molon, Casa San Giuseppe Melzo - 31 gennaio 2012)
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