giovedì 7 giugno 2012

La goccia d'acqua


Il Gran Padre, il Padre di tutte le cose disse: "Vai, vai e nonritornare da me prima di aver mostrato agli esseri la mia presenza!" E nefu spaventata. Non era che una piccola goccia d'acqua. Come avrebbe potutodimostrare la potenza di Dio? Voleva tornare indietro ma non poteva. Era statamandata.
Quando cadde dal cielo altissimo l'avvolse l'aria e quasi la consumò. Poifu impastata dalla terra. Si vergognava perché prima era stata un piccolospecchio del cielo, ora invece, era piena di polvere attaccaticcia. E sentì unaradice vicina. E la radice l'afferrò. Divenne parte di una pianta. Fu unafibra, un velo verde, un goccio di frutto. Si sentì bere più volte. Spessosoffiata via nel vapore, si rapprese col freddo e ricadde giù. Una lungastoria. Imparò a sentirsi terra e vegetale. Visse molte volte pulsazioni nelsangue dei viventi. E fu fiume, lago, filo di perle quando cadeva nella rugiadadel mattino. Le sembrò di perdersi, di sparire. Soffrì molto. Ora cercata con rabbia,ora pestata e dimenticata.
Poi un giorno, il sole la prese con più forza del solito, e la portò con séin alto. Le disse: "Sono finite le tue stagioni, gocciolina, sali dinuovo. Ti aspetta il Gran Padre!". La goccia salì e le sembrò di esserefelice. Ma quando vide protendersi in alto, verso di lei, rami, lingue vive,ebbe nostalgia.
Il Padre delle cose le sorrise: "Hai fatto bene, piccola mia - ledisse - ora cosa vuoi?". "Ritornare giù, papà, ritornare giù! Quivicino a te, sono un cristallo di gioia, ma laggiù, nel mondo pieno di sete, iosono molto di più: sono la tua presenza".

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