mercoledì 4 aprile 2012

Le sette parole di Gesù sulla croce [5]



Ho sete!
(Giovanni 19,28)

L'evangelista Giovanni, inquadra nel modo seguente questa parola da lui riportata: poiché tu sapevi che tutto ormai era compiuto, affinché si adempisse la Scrittura, esclamasti: - Ho sete! Anche qui tu hai dato conferma a una espressione della Scrittura, attinta dai Salmi, che lo Spirito di Dio aveva profetizzato in vista della tua Passione. Nel Salmo 21, infatti, si dice di te: «inaridito come un coccio è il mio vigore - e la mia lingua mi si è attaccata al palato». E nel Salmo 69,22, sta scritto di te: «nella mia sete mi hanno abbeverato di aceto».
O Servitore del Padre, obbediente fino alla morte, alla morte di croce, tu guardi oltre ciò che ti tocca, a ciò che ti deve toccare; oltre ciò che compi, a quel che devi compiere; oltre i fatti, al dovere. Pure nell'agonia, in cui si oscura lo spirito e la chiara coscienza è sottratta, tu sei ansiosamente intento a far coincidere tutti i dettagli della tua vita con l'immagine eterna, presente alla mente del Padre quand'Egli ti pensava. Così tu non ti riferivi alla sete indicibile del tuo corpo dissanguato, coperto di brucianti ferite, nudo ed esposto al sole implacabile d'un mezzogiorno d'Oriente. Tu che ami la volontà del Padre fino alla morte, constati invece, con una umiltà quasi inconcepibile e degna di adorazione: Sì, anche quello che per bocca dei profeti era stato predetto come volontà del Padre su di me, anche quello è compiuto; sì io ho davvero sete. O cuore regale, cui il tormento che consuma il tuo corpo con rabbia insensata, altro non è che l'adempimento di un mandato dall'alto!
Ma a questo modo tu hai compreso tutta l'asprezza crudele della tua Passione: era missione da compiere, non cieco destino; era volontà del Padre, non malvagità degli uomini; redenzione nell'amore, non crimine dei peccatori. Tu soccombi perché noi siamo salvati, muori perché noi viviamo, hai sete perché noi ci ristoriamo alle acque della vita, tu bruci in questa sete perché dal tuo cuore trafitto scaturisca la fonte dell'acqua viva. A questa stessa fonte ci hai invitato quando, alla festa dei Tabernacoli, gridasti a gran voce: - Chi ha sete, venga a me, e beva chi crede in me; poiché fonti dell'acqua viva dello Spirito sgorgheranno dal cuore del Messia (Giov. 7, 37s).
Tu hai sofferto la sete per me, hai sete del mio amore e della mia salvezza: come il cervo assetato anela alle sorgenti d'acqua, così la mia anima ha sete di te.
(Karl Rahner)

Nessun commento:

Posta un commento

Riapre La Stanza di Enoch

Cara amica, caro amico, torno in questa stanza come si torna in un posto che si è amato e poi a lungo trascurato. Ho scelto di riaprire La S...