«Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle,
o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome,
riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».
(Mt 19,29)
Qual è dunque il messaggio del Papa per voi? Che siate quello che siete! Siete tutti figli di Dio, e ciascuno di voi ha un compito da assolvere per la Chiesa e la società. Dio vi ha dotati di molti doni e talenti, che dovete sviluppare per la sua gloria e per il bene della Gambia. Devo qui ricordarvi di approfittare di ogni opportunità di studiare bene e di educare voi stessi per il compito che la vita vi riserverà. So che alcuni di voi potrebbero dover abbandonare il paese alla ricerca di impiego e di opportunità altrove, ma è anche vero che, per quanto possibile, la vostra vitalità e la vostra preparazione professionale sono necessarie qui, nel vostro paese natio, a servizio della vostra patria. Ad alcuni di voi il Signore può offrire il dono tutto particolare di una vocazione al sacerdozio o alla vita religiosa. Ascoltate la sua voce! Una tale chiamata esige grande sacrificio e assoluta generosità. Ma ricordate la promessa che Gesù ha fatto a Pietro e agli altri discepoli: “Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna” (Mt 19, 29). Che il Signore conceda a molti di voi la luce di scoprire questa grazia unica nelle vostre vite! Nessuno deve pensare di non aver nulla da offrire. Tutti voi, Cristiani e Musulmani, siete chiamati a fare delle vostre famiglie e della stessa società, luoghi in cui Dio sia veramente presente, dove la giustizia e la pace esistano veramente, e dove le persone siano mosse da uno spirito di amore e di mutuo rispetto.
(Giovanni Paolo II, Incontro con i giovani, Banjul (Gambia),
domenica 23 febbraio 1992)
Nessun commento:
Posta un commento