giovedì 3 maggio 2012

3 maggio 2012 - In Gesù il cuore dell'uomo trova casa

«Io sono la via, la verità e la vita. 
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 
Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: 
fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
(Gv 14,16-7)

Nella casa del Padre ci sono molte dimore. La prima immagine che il Vangelo disegna oggi è quella di una casa. C'è un luogo in principio a tutto, un luogo cal­do, familiare, che mi appartie­ne, una casa – non un tempio – il cui segreto basta a confortare il cuore: «Non sia turbato il vo­stro cuore». Lì abita qualcuno che non sa immaginarsi senza di noi e ci vuole con sé. L'amore conosce molti doveri, ma il primo è quel­lo di essere insieme con l'ama­to. «L'amore è passione di unir­si con l'amato» ( Tommaso d'A­quino). Una passione in grado di attraversare l'eternità. È Dio stesso che dice ad ogni suo fi­glio: il mio cuore è a casa solo accanto al tuo. 

«Signore, come ci si arriva?» «Io sono la via». La Bibbia è piena di strade, di vie, di sentieri, pie­na di futuro e di speranza: da­vanti all'uomo non c'è una non­strada, ma un ventaglio di stra­de. Gesù specifica: la strada so­no io. Non c'è allora un sentie­ro ma una persona da percor­rere: seguire le sue orme, com­piere i suoi gesti, preferire le persone che lui preferiva, op­porsi a ciò cui lui si opponeva, rinnovare le sue scelte. La sua strada conduce a un modo nuovo di custodire al terra e il cuore. 
«Io sono la verità». Il cristiane­simo non è una dottrina o un sistema di pensiero, ma una persona, e il suo muoversi libe­ro, regale, amorevole fra le co­se. La verità è ciò che arde. Le mani e i gesti di Gesù che ardo­no in una vita inseparabile dal­l'amore, che mette l'uomo pri­ma del sabato, la persona prima della verità, che fa la verità con amore: la verità senza amore è una malattia della storia, una malattia della vita che ci fa tut­ti malati di intolleranza. 
«Io sono la vita». Io sono la sor­gente, il viaggio e l'approdo del­la vita. Parole enormi, che nes­suna spiegazione può esaurire o recintare. Parole davanti alle quali provo una vertigine: il mi­stero dell'uomo si spiega solo con il mistero di Dio. La mia vi­ta si capisce solo con la vita di Cristo. Nella mia esistenza c'è una equazione: più Dio equi­vale a più io; se Dio non è, io non sono. Più Vangelo entra nella mia vita, più io vivo. Fino ad affermare come Paolo: per me vivere è Cristo. 
Vita è tutto ciò che possiamo mettere sotto questa nome: fu­turo, amore, casa, pane, festa, riposo, desiderio, pasqua. Per questo spirituale e reale coinci­dono, fede e vita, sacro e realtà hanno l'identica sorgente.
(Ermes Ronchi)


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