martedì 17 dicembre 2019

17 dicembre 2019 - Non temere Zaccaria, ascolta l'Angelo!




Abbiamo ancora nel cuore la gioia della celebrazione dell’Eucaristia presieduta dal nostro Arcivescovo e non vogliamo perdere nessuna delle sue parole. 
Per questo anche noi ripetiamo le parola che egli ci ha consegnato per vincere la paura.

La prima parola è NON TEMERE, ASCOLTA L’ANGELO.
Non temere Zaccaria, ascolta l’Angelo. Ma quante volte ci siamo domandato anche noi perché Zaccaria non avrebbe dovuto temere davanti ad un annuncio così straordinario, noi che abbiamo sempre paura della novità, noi che amiamo ripetere “abbiamo sempre fatto così”, “non abbandonare la strada vecchia per quella nuova”, “sai quello che perdi non sai quello che trovi”, parole di buon senso, parole che ci sembrano sagge e che invece chiudono il cuore ai sogni e ai progetti perché ”non bisogna fare il passo più lungo della gamba” e così confondiamo pigrizia con coraggio. 
Non temere di ascoltare l’Angelo egli non apparirà con ali e viso perfetto, avrà i piedi ben piantati per terra e avrà il volto solcato dalle rughe. I nostri angeli sono mamme che sacrificano il tempo nella creativa ripetizione di gesti che l’abitudine non svuota d’amore; sono papà che tenacemente cercano il pane quotidiano presente e futuro per la felicità delle loro spose e dei loro figli; sono nonni gravati dalle prove della vita che raccontano la speranza che hanno sperimentato essere la  provvidenza di Dio; sono insegnanti illuminati che fanno brillare gli occhi e la mente e lasciano segni che sono segnali che portano al cielo; sono religiosi e religiose che con la loro vita parlano di un Dio misericordioso, che non hanno la pretesa di essere perfetti ma che tendono alla perfezione della vita cristiana: amare senza misura. 
Ciascuno riporti al cuore il suo angelo lo ascolti e ringrazi. 

Non temere Zaccaria, non temere Roberto, non temere e ciascuno qui metta il suo nome, non temere, ascolta l’angelo. (Enoch)

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