«Non vi è infatti nulla di segreto
che non debba essere manifestato
e nulla di nascosto
che non debba essere messo in luce».
(Mc 4,22)
Dopo il seme Gesù parla della luce - altra realtà terrestre adatta a
illustrare misteri celesti. Inizio della creazione, principio di vita e
intelligenza, essa è più che un attributo di Dio. Egli è luce, e in lui non ci
sono tenebre (1 Gv 1,5); la sua parola è lampada per i nostri passi (Sal
119,105). Gesù stesso si proclama luce vera del mondo venuta per illuminare
ogni uomo.
Con queste brevi parole Gesù spiega come mai il regno di Dio non si imponga
con evidenza prepotente, ma si proponga con discrezione e modestia. Infatti la
luce di Dio rimane una nube oscura ai nostri occhi. La sua parola illumina, ma
confondendoci sempre non poco e rivelando le nostre opacità.
Gesù si mostra
al mondo non in modo spettacolare - come vorrebbero i suoi (Gv7,4!), ma in tono
umile e dimesso. Evita di mettersi in mostra, ci tiene a fuggire la pubblicità.
Nella sua vita
esiste una tensione che a noi risulta incomprensibile: è luce, ma sta sotto il
moggio; è rivelazione, ma è segreta; è manifestazione, ma nascosta. È un
contrasto divino, in cui il Signore si fa vedere, ma sempre sotto il segno
opposto a quello che noi attendiamo. Infatti la sua luce brillerà pienamente
solo dalla croce. Questa è il lucerniere da cui si mostrerà a tutti, rivelando
l’identità sua e di Dio.
A chi gli dice
ora di farsi conoscere (vv. 21-22), Gesù risponde che è ora che ci mettiamo ad
ascoltarlo bene, per conoscerlo (vv. 23-25).
Gesù è luce e
vita del mondo, ma solo nel nascondimento della croce svela il suo segreto, che
è il mistero di Dio.
(Silvano Fausti)
Sir 44, 1; 47, 2. 8-11; Sal 17; Mc 4,10b. 21-23
Settimana di Preghiera
per l'Unità dei Cristiani
Terzo giorno
Settimana di Preghiera
per l'Unità dei Cristiani
Terzo giorno
Trasformati dal Servo sofferente -
“Cristo [...] patì per voi"
(1 Pt 2,21)
(1 Pt 2,21)
Riflettiamo sulla sofferenza di Cristo. Seguendo Cristo, Servo sofferente,
i cristiani sono chiamati alla solidarietà con quanti soffrono. Più ci avviciniamo alla croce di
Cristo, più ci avviciniamo gli uni agli altri.
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