lunedì 23 gennaio 2012

23 gennaio 2012 - Chi non ha fede perde se stesso

«Fate attenzione a quello che ascoltate». 
(Mc 4,24)
         
Gesù richiama ad ascoltare bene, con attenzione. Il nostro ascolto deve volgersi a lui, in cui contempliamo la realtà della Parola che ascoltiamo. In lui, infatti, sono tutti i tesori della sapienza e della scienza (Col 2,3) e abita corporalmente tutta la pienezza della divinità (Col 2,9). Dio nessuno l’ha mai visto; lui, il Figlio, ce l’ha raccontato con la sua vita e la sua opera (Gv 1,18). Guardando la sua storia , entriamo nel segreto di Dio. La sua carne è il criterio discriminante di discernimento spirituale (1 Gv 4,2s).
A noi è sempre possibile «contemplare la Parola perché il vangelo ci racconta di Gesù che l’ha realizzata. In questa contemplazione amorosa di lui penetriamo nel mistero di Dio. Alla tua luce vediamo la luce (Sal 36,10).
A ciascuno è dato il mistero di Dio nella misura in cui ha fede.
La misura serve per valutare, pesare e giudicare. Noi valiamo, pesiamo e siamo giudicati secondo che valutiamo, pesiamo e giudichiamo Gesù e la sua parola. La nostra fede in lui è il nostro giudizio su di noi.
Il dono di Dio eccede ogni misura. Siamo stimolati ad accrescerla per ricevere sempre di più. C’è un dinamismo nel nostro rapporto con lui, che non cesserà mai, e ci porta a partecipare della sua infinità: più desideriamo, più otteniamo, ma otteniamo sempre più in quanto desideriamo, così che si dilati il desiderio, per ottenere ancora di più, in un crescendo continuo. L’amore infatti è senza fine. Nessun appagamento lo estingue: ciò che lo sazia, anche lo alimenta.
Siamo esortati a non fermarci mai nel nostro cammino di ascolto e contemplazione. Più uno è ricco, più si arricchisce.
Chi non ha fede, ossia non contempla e ascolta la Parola, perde la realtà di cui è immagine; perde se stesso. Più uno è povero più impoverisce.
(Silvano Fausti)




Settimana di Preghiera 
per l'Unità dei Cristiani
Sesto giorno


Trasformati dall’amore misericordioso di Dio -
“È la nostra fede che ci dà la
vittoria” (1 Gv 5, 4)

Concentriamo la nostra attenzione sull’amore di Dio che è per sempre. Il mistero pasquale rivela il suo amore misericordioso ed eterno e ci chiama ad un modo nuovo di vivere la nostra fede. Questa fede supera la paura e apre i nostri cuori alla potenza dello Spirito. Questa fede ci chiama all’amicizia con Cristo e gli uni con gli altri.


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