venerdì 10 febbraio 2012

10 febbraio 2012

Giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, 
pregandolo di toccarlo. 
Allora prese il cieco per mano, 
lo condusse fuori dal villaggio e, 
dopo avergli messo della saliva sugli occhi, 
gli impose le mani.
(Mc 8, 22-23)

Il miracolo avviene in due tempi, quasi ci fosse inizialmente una mancanza di fede, che solo rimanendo a contatto con Gesù, con gradualità diventa fede piena e capacità di vedere completamente, con nitidezza. L’intervento di Gesù provvede a rendere la vista a chi era cieco, ma allo stesso tempo sana la sua mancanza di fede

Anche a noi talvolta succede lo stesso. Quando abbiamo le idee confuse, quando non sappiamo riconoscere la volontà di Dio nei nostri riguardi, dobbiamo rafforzare la nostra fede, consentendo che Gesù tocchi i nostri occhi con la sua saliva e ci imponga le sue mani. Ciò avverrà attraverso il consiglio di persone prudenti e di vita santa e, soprattutto, attraverso la grazia del sacramento della penitenza. Se ci lasciamo “toccare” gli occhi dell’anima dal collirio sacramentale sapremo valutare gli avvenimenti e le persone nella giusta prospettiva, che è sempre quella della fede.



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