lunedì 12 marzo 2012

12 marzo 2012 - La preghiera cambia la nostra vita

 «Pregando, non sprecate parole come i pagani: 
essi credono di venire ascoltati a forza di parole. 
Non siate dunque come loro, 
perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno 
prima ancora che gliele chiediate».
(Mt 6,7-8)

La preghiera è il polmone che ci permette di restare in profonda comunione col Signore e con noi stessi, è lo sguardo che rivolgiamo verso Dio per cogliere il senso profondo della nostra vita. Il rapporto tra Gesù e la preghiera ci insegna molte cose su questa realtà. Siamo abituati a pensare che la preghiera sia una lista di richieste da fare a Dio, sperando in un suo intervento, specialmente nei momenti difficili della nostra vita. Gesù ci ricorda due elementi fondamentali: il primo è che, quando preghiamo, ci rivolgiamo ad un Padre, non a un despota. Un Padre che sa ciò di cui abbiamo bisogno, che non si fa "pregare" per esaudirci! Se ciò che chiedo non sempre viene esaudito è perché non è immediatamente e totalmente il mio bene, qui e ora. Fidarsi di Dio non è semplice, abbandonarsi completamente a lui, lasciandogli fare il suo mestiere, mai scontato. Il secondo aspetto della preghiera riguarda la sua concretezza: Gesù chiede di perdonare, visto che si è chiesto perdono. La preghiera non può non cambiare la nostra vita, né lasciarci indifferenti. Se usciamo dalla preghiera quotidiana come vi siamo entrati, è perché non è salita verso Dio ma è rimasta nel limitato orizzonte delle mie necessità. Prendiamo a cuore, oggi, la recita dell'unica preghiera che Gesù ci ha insegnato, recitiamo col cuore aperto il Padre Nostro come un tesoro prezioso, come un bene scoperto ed inatteso, e consapevoli della nostra fragilità, anche noi come gli apostoli chiediamo: «Maestro, insegnaci a pregare».
(Paolo Curtaz)

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