sabato 14 aprile 2012

14 aprile 2012 - L'amicizia di Gesù supera la paura degli apostoli

«È il Signore!»
(Gv 21,7)

(Duomo di Monreale, Apparizione presso il Lago di Tiberiade)
Il passo del Vangelo che abbiamo ascoltato descrive una svolta nella vita di san Pietro. Il fatto accadde poco prima della morte di Gesù. Pietro e gli altri discepoli erano ancora storditi dall’esperienza della croce. Come erano consapevoli delle loro manchevolezze! Nell’ora della passione del Maestro, quando aveva più bisogno di loro, Giuda lo tradiva, Pietro lo rinnegava, gli altri fuggivano impauriti. Confusi e rattristati, sembrava ai discepoli che il futuro fosse senza speranza; erano incerti sul da farsi. Per questo erano tornati alle cose che erano loro familiari. Pietro disse spontaneamente: “Io vado a pescare”. E gli altri: “Veniamo anche noi con te”. Ma anche questo loro progetto sembra destinato a fallire; Il Vangelo ci dice infatti: “Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla” (Gv 21,3).
Ma proprio allora, in questo difficile momento della loro vita, nello scoraggiamento e nello sconforto, incomincia a sorgere l’alba della speranza. “Già era l’alba - dice il Vangelo - e Gesù si presentò sulla riva” (Gv 21, 4). Proprio nel momento in cui Pietro e gli altri si sarebbero sentiti a disagio davanti a Gesù che si avvicinava - a causa del loro comportamento -, egli si avvicina a loro con un semplice gesto di amicizia. “Gesù disse loro "Figlioli, non avete nulla da mangiare?" E quando risposero: "No", disse: "Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete"” (Gv 21,5-6). E infatti “trovarono”, e fu molto più che una pesca abbondante. Trovarono una speranza e una gioia rinnovate nella presenza del Signore risorto.
Questa svolta nella vita di Pietro si verificò per iniziativa di Gesù, e non per iniziativa di Pietro. Il tentativo di Pietro si conclude con un fallimento; ma quando pesca su ordine di Gesù, le reti sono riempite fino quasi a rompersi. Lo stesso avviene nella vita di ciascuno di noi. Pur essendo vero che siamo noi a decidere quali vie seguire, le nostre decisioni ci condurranno alla vera gioia e alla realizzazione solo se sono conformi alla volontà di Dio. Come dice san Paolo: “È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo i suoi benevoli disegni” (Fil 2, 13).
Il segreto della pesca miracolosa è nell’obbedienza di Pietro e dei suoi compagni. Appena Gesù ebbe parlato - e anche se avevano pescato durante l’intera notte senza trovare niente - gettarono le reti e tentarono di nuovo. La loro obbedienza produsse una pesca sorprendente. Ma, fatto più importante, aprì loro gli occhi; permise loro di riconoscere Gesù per mezzo della fede. “Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: "È il Signore!"” (Gv 21, 7). E Pietro risponde immediatamente nella gioia; si getta in mare e torna alla riva, impaziente di essere con Gesù.
Ma il desiderio di Gesù di essere con Pietro è ancora maggiore del desiderio di Pietro di essere con Gesù. Non solo Gesù riconosce Pietro; lo invita anche a partecipare insieme ai suoi amici al pasto che ha preparato. “Venite a mangiare” dice (Gv 21,12). Il calore dell’amicizia di Gesù ha superato le paure degli apostoli. Il peso della colpa e della tristezza ha ceduto alla luce e alla pace del Signore risorto. 
(Giovanni Paolo II,  
Incontro con i giovani ad Auckland 
22 novembre 1986)



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