sabato 7 aprile 2012

La Madonna del Sabato santo


(Gerusalemme, Altare della Crocifissione)

Tu nel sabato del silenzio di Dio
sei e rimani la "Virgo fidelis"
e ci ottieni la "consolazione della mente".

Tu, o Maria, nel Sabato santo
sei e rimani la "Virgo fidelis", la Vergine credente,
tu porti a compimento la spiritualità di Israele,
nutrita di ascolto e di fiducia.
Noi non sappiamo, o Maria,
da quale tipo di consolazione profonda
sei stata sostenuta nel tuo Sabato santo.
Siamo certi però che Colui 
che ti ha gratificata di tali doni
in momenti decisivi della tua esistenza
ti ha sostenuto anche in quel giorno,
in continuità con tutte le grazie precedenti.
La forza dello Spirito, presente in te fin dall’inizio,
ti ha sorretto nel momento del buio
e dell’apparente sconfitta del tuo Gesù.
Tu hai ricevuto il dono 
di poterti fidare fino in fondo del disegno di Dio
e ne hai riconosciuto nel tuo intimo 
la potenza e la gloria.

Tu ci insegni così a credere 
anche nelle notti della fede,
a celebrare la gloria dell’Altissimo 
nell’esperienza dell’abbandono,
a proclamare il primato di Dio 
e ad amarlo nei suoi silenzi
e nelle apparenti sconfitte.
Intercedi per noi, o madre, 
perché non ci manchi mai
quella consolazione della mente 
che sostiene la nostra fede
e fa sì che da un granello di senapa
spunti un albero capace di offrire rifugio
agli uccelli del cielo (cf Mt 13,31-32).

Tu nel sabato della delusione 
sei la Madre della speranza
e ci ottieni la "consolazione del cuore.

Tu, o Maria,
hai imparato ad attendere e a sperare.
Hai atteso con fiducia la nascita del tuo Figlio 
proclamata dall’angelo,
hai perseverato nel credere alla parola di Gabriele
anche nei tempi lunghi in cui non capitava niente,
hai sperato contro ogni speranza 
sotto alla croce e fino al sepolcro,
hai vissuto il Sabato santo infondendo speranza 
ai discepoli smarriti e delusi.
Tu ottieni per loro e per noi 
la consolazione della speranza,
quella che si potrebbe chiamare 
"consolazione del cuore".

Tu, o Madre della speranza,
hai pazientato con pace nel Sabato santo
e ci insegni a guardare con pazienza 
e perseveranza a ciò che viviamo
in questo sabato della storia, 
quando molti, anche cristiani,
sono tentati di non sperare più nella vita eterna
e neppure nel ritorno del Signore.
Noi ti preghiamo,
o madre della speranza e della pazienza:
chiedi al tuo Figlio che abbia misericordia di noi
e ci venga a cercare sulla strada 
delle nostre fughe e impazienze,
come ha fatto con i discepoli di Emmaus.
Chiedi che ancora una volta la sua parola
riscaldi il nostro cuore (cf Lc 24, 32).
Intercedi per noi
affinché viviamo nel tempo 
con la speranza dell’eternità,
con la certezza che il disegno di Dio sul mondo
si compirà a suo tempo
e noi potremo contemplare 
con gioia la gloria del Risorto,
gloria che già è presente, pur se in maniera velata,
nel mistero della storia.

Tu, nel sabato dell’assenza e della solitudine,
sei e rimani la madre dell’amore
e ci ottieni la "consolazione della vita".
Il senso del tuo soffrire, o Maria,
è la generazione di un popolo di credenti.

Tu nel Sabato santo ci stai davanti 
come madre amorosa
che genera i suoi figli a partire dalla croce,
intuendo che né il tuo sacrificio 
né quello del Figlio sono vani.
La consolazione con la quale Dio 
ti ha sostenuto nel Sabato santo,
nell’assenza di Gesù 
e nella dispersione dei suoi discepoli,
è una forza interiore 
di cui non è necessario essere coscienti,
ma la cui presenza ed efficacia 
si misura dai frutti, dalla fecondità spirituale.

Tu conosci, o Maria,
probabilmente per esperienza personale,
come il buio del Sabato santo
possa talora penetrare fino in fondo all’anima
pur nella completa dedizione 
della volontà al disegno di Dio.
Tu ci ottieni sempre, o Maria,
questa consolazione che sostiene lo spirito 
senza che ne abbiamo coscienza,
e ci darai, a suo tempo, 
di vedere i frutti del nostro "tener duro",
intercedendo per la nostra fecondità spirituale.

Tu, o Maria, sei madre del dolore,
tu sei colei che non cessa di amare Dio
nonostante la sua apparente assenza,
e in Lui non si stanca di amare i suoi figli,
custodendoli nel silenzio dell’attesa.
Nel tuo Sabato santo, o Maria,
sei l’icona della Chiesa dell’amore,
sostenuta dalla fede più forte della morte
e viva nella carità che supera ogni abbandono.
O Maria, ottienici quella consolazione profonda
che ci permette di amare 
anche nella notte della fede e della speranza
e quando ci sembra di non vedere 
neppure più il volto del fratello!

Tu, o Maria, ci insegni che l’apostolato,
la proclamazione del Vangelo,
il servizio pastorale, l’impegno di educare alla fede,
di generare un popolo di credenti,
ha un prezzo, si paga "a caro prezzo".
Donaci quell’intima consolazione della vita
che accetta di pagare volentieri,
in unione col cuore di Cristo,
questo prezzo della salvezza.
Fa’ che il nostro piccolo seme accetti di morire
per portare molto frutto!
 (Carlo Maria Martini)

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