![]() |
| (Gerusalemme, Altare della Crocifissione) |
Tu nel sabato del silenzio di Dio
sei e rimani la "Virgo
fidelis"
e ci ottieni la "consolazione
della mente".
Tu, o Maria, nel Sabato santo
sei e rimani la "Virgo
fidelis", la Vergine credente,
tu porti a compimento la
spiritualità di Israele,
nutrita di ascolto e di fiducia.
Noi non sappiamo, o Maria,
da quale tipo di consolazione
profonda
sei stata sostenuta nel tuo Sabato
santo.
Siamo certi però che Colui
che ti
ha gratificata di tali doni
in momenti decisivi della tua
esistenza
ti ha sostenuto anche in quel
giorno,
in continuità con tutte le grazie
precedenti.
La forza dello Spirito, presente in
te fin dall’inizio,
ti ha sorretto nel momento del buio
e dell’apparente sconfitta del tuo
Gesù.
Tu hai ricevuto il dono
di poterti
fidare fino in fondo del disegno di Dio
e ne hai riconosciuto nel tuo
intimo
la potenza e la gloria.
Tu ci insegni così a credere
anche
nelle notti della fede,
a celebrare la gloria
dell’Altissimo
nell’esperienza dell’abbandono,
a proclamare il primato di Dio
e ad
amarlo nei suoi silenzi
e nelle apparenti sconfitte.
Intercedi per noi, o madre,
perché
non ci manchi mai
quella consolazione della mente
che
sostiene la nostra fede
e fa sì che da un granello di
senapa
spunti un albero capace di offrire
rifugio
agli uccelli del cielo (cf Mt 13,31-32).
Tu nel sabato della delusione
sei
la Madre della speranza
e ci ottieni la "consolazione
del cuore.
Tu, o Maria,
hai imparato ad attendere e a
sperare.
Hai atteso con fiducia la nascita
del tuo Figlio
proclamata dall’angelo,
hai perseverato nel credere alla
parola di Gabriele
anche nei tempi lunghi in cui non
capitava niente,
hai sperato contro ogni speranza
sotto alla croce e fino al sepolcro,
hai vissuto il Sabato santo
infondendo speranza
ai discepoli smarriti e delusi.
Tu ottieni per loro e per noi
la
consolazione della speranza,
quella che si potrebbe chiamare
"consolazione del cuore".
Tu, o Madre della speranza,
hai pazientato con pace nel Sabato
santo
e ci insegni a guardare con
pazienza
e perseveranza a ciò che viviamo
in questo sabato della storia,
quando molti, anche cristiani,
sono tentati di non sperare più
nella vita eterna
e neppure nel ritorno del Signore.
Noi ti preghiamo,
o madre della speranza e della
pazienza:
chiedi al tuo Figlio che abbia
misericordia di noi
e ci venga a cercare sulla strada
delle nostre fughe e impazienze,
come ha fatto con i discepoli di
Emmaus.
Chiedi che ancora una volta la sua
parola
riscaldi il nostro cuore (cf Lc 24,
32).
Intercedi per noi
affinché viviamo nel tempo
con la
speranza dell’eternità,
con la certezza che il disegno di
Dio sul mondo
si compirà a suo tempo
e noi potremo contemplare
con gioia
la gloria del Risorto,
gloria che già è presente, pur se
in maniera velata,
nel mistero della storia.
Tu, nel sabato dell’assenza e della
solitudine,
sei e rimani la madre dell’amore
e ci ottieni la "consolazione
della vita".
Il senso del tuo soffrire, o Maria,
è la generazione di un popolo di
credenti.
Tu nel Sabato santo ci stai davanti
come madre amorosa
che genera i suoi figli a partire
dalla croce,
intuendo che né il tuo sacrificio
né
quello del Figlio sono vani.
La consolazione con la quale Dio
ti
ha sostenuto nel Sabato santo,
nell’assenza di Gesù
e nella
dispersione dei suoi discepoli,
è una forza interiore
di cui non è
necessario essere coscienti,
ma la cui presenza ed efficacia
si
misura dai frutti, dalla fecondità spirituale.
Tu conosci, o Maria,
probabilmente per esperienza
personale,
come il buio del Sabato santo
possa talora penetrare fino in
fondo all’anima
pur nella completa dedizione
della
volontà al disegno di Dio.
Tu ci ottieni sempre, o Maria,
questa consolazione che sostiene lo
spirito
senza che ne abbiamo coscienza,
e ci darai, a suo tempo,
di vedere
i frutti del nostro "tener duro",
intercedendo per la nostra
fecondità spirituale.
Tu, o Maria, sei madre del dolore,
tu sei colei che non cessa di amare
Dio
nonostante la sua apparente
assenza,
e in Lui non si stanca di amare i
suoi figli,
custodendoli nel silenzio
dell’attesa.
Nel tuo Sabato santo, o Maria,
sei l’icona della Chiesa
dell’amore,
sostenuta dalla fede più forte
della morte
e viva nella carità che supera ogni
abbandono.
O Maria, ottienici quella
consolazione profonda
che ci permette di amare
anche
nella notte della fede e della speranza
e quando ci sembra di non vedere
neppure più il volto del fratello!
Tu, o Maria, ci insegni che
l’apostolato,
la proclamazione del Vangelo,
il servizio pastorale, l’impegno di
educare alla fede,
di generare un popolo di credenti,
ha un prezzo, si paga "a caro
prezzo".
Donaci quell’intima consolazione
della vita
che accetta di pagare volentieri,
in unione col cuore di Cristo,
questo prezzo della salvezza.
Fa’ che il nostro piccolo seme
accetti di morire
per portare molto frutto!
(Carlo Maria Martini)

Nessun commento:
Posta un commento