lunedì 2 aprile 2012

Le sette parole di Gesù sulla croce [3]




Donna, ecco tuo figlio – Figlio, ecco tua madre
(Giovanni 19,26)

Coll'approssimarsi della morte ecco venuta l'ora in cui tua Madre doveva esserti nuovamente vicina. In quell'ora, in cui non ti si chiedevano più dei miracoli, ma bisognava morire, doveva esserti accanto colei alla quale dicesti: - Donna, che c'è tra me e te? La mia ora non è ancora venuta {Giov. 2, 4).Eccola quell'ora che lega il Figlio e la Madre. E quest'ora è l'ora del distacco, l'ora della morte. L'ora che strappa alla madre, già vedova, l'unico suo figlio.
Il tuo sguardo contempla ancora una volta la Madre. Tu non hai risparmiato nulla a questa Madre! Tu non fosti soltanto la gioia della sua vita: tu ne fosti anche l'amarezza e la pena. Ambedue questi aspetti provenivano dalla tua grazia, perché ambedue provenivano dal tuo amore. E se tu ami tua Madre, è perché ti ha assistito e servito sia nella gioia che nel dolore; solo così essa è diventata completamente la Madre tua. Tuoi fratelli e sorelle e madre sono infatti quanti compiono la volontà del Padre tuo che sta nei cieli. Nonostante il tuo tormento, il tuo amore è ancora vibrante di quella tenerezza che, sulla terra, unisce tra loro un figlio e sua madre. Così la tua morte consacra e santifica queste dolci e preziose realtà terrene che inteneriscono i cuori e rendono bella la terra. Queste cose non muoiono, no, nel tuo cuore, nemmeno quand'è schiacciato dalla morte, e così tu le salvi per il cielo. E poiché tu, anche morendo, hai amato la terra; poiché, nella suprema agonia per la nostra eterna salvezza, ti sei commosso per il pianto di una mamma; poiché tu, già nel trapasso, ti sei preoccupato della sorte di una vedova in questo mondo e hai donato ad un figlio una madre e ad una madre un figlio, per questo un giorno vi sarà una nuova terra.
Ma Essa stava sotto la croce non appena con il solitario dolore di una madre a cui si ammazza un figlio. Essa stava là a nome nostro, come Madre di tutti i viventi. Offriva suo Figlio per noi. A nome nostro, essa ripeteva il suo «Fiat» alla morte del Signore. Essa era la Chiesa sotto la croce, era la discendenza dei .figli di Eva, era una lottatrice nel combattimento cosmico tra il serpente e il Figlio della Donna. E donando questa Madre al discepolo dell'amore tu l'hai donata a ciascuno di noi.
Figlio, figlia - tu dici anche a me - ecco tua Madre. Parola che ci affida un lascito eterno! Ai piedi della tua croce, o Gesù, sta come discepolo prediletto solo chi. da quell'ora, accoglie con sé la Madre tua. Le sue pure mani materne distribuiscono tutte le grazie meritate dalla tua morte. Concedici la grazia di amare e venerare tua Madre. Dille ancora, quando tu mi vedi, 'POvero come sono: - Donna, ecco tuo figlio; Madre,ecco tua figlia.
Un cuore puro e verginale doveva dare il suo consenso, a nome del mondo, alle nozze dell'Agnello con la Chiesa, la sua sposa, con l'umanità riscattata e purificata dal tuo sangue. Se io mi lascio affidare da te a questo cuore materno, la tua morte non sarà stata inutile per me: io sarò presente, quando giungerà il giorno delle tue nozze eterne, in cui tutta la creazione, trasfigurata per sempre, ti sarà unita in eterno.

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