Amavano infatti la gloria degli uomini
più che la gloria di Dio
(Gv 12,43)
1. 1. Secondo la denominazione in greco, martiri; però, la consuetudine usa ormai questo nome in luogo di quello latino; secondo il latino, invece, sono chiamati testimoni. Dunque, vi sono martiri autentici e ve ne sono di falsi. Vi sono infatti testimoni veraci e testimoni falsi. Ma la Scrittura afferma: Il falso testimone non resterà impunito (Prv 19, 5.9). Se il falso non resterà impunito, neppure il testimone verace resterà senza premi. Certamente fu cosa facile rendere testimonianza al Signore Gesù Cristo e alla verità del suo essere Dio; ma renderla fino alla morte fu un compito assai arduo. Ci furono alcuni capi dei Giudei, citati nel Vangelo, che avevano creduto nel Signore Gesù; ma, a causa dei Giudei - vi si dice - non osavano riconoscerlo pubblicamente. Ed è immediatamente annotato nel passo; infatti, l'Evangelista, proseguendo, afferma: Amarono perciò più la gloria degli uomini che la gloria di Dio (Gv 12, 43). Ci furono, dunque, di quelli che, davanti agli uomini, si vergognavano di riconoscere Cristo; ve ne furono ancora altri, certo migliori, che non si vergognavano di riconoscere Cristo davanti agli uomini, ma erano incapaci di confessarlo fino alla morte. Infatti, i doni di Dio sono tali che talora si sviluppano nell'anima solo gradualmente.
2. 1. Prima fate attenzione, poi confrontate tra loro queste tre categorie di testimoni; la prima comprende chi crede in Cristo e arriva appena a bisbigliarne il nome; l'altra chi crede in Cristo e lo riconosce apertamente; la terza, chi crede in Cristo e, nella sua confessione, è pronto a morire per Cristo. Il primo è così debole che in lui prevale la vergogna sulla paura; il secondo confessa già a fronte alta, ma non ancora fino al sangue; il terzo corrisponde in pieno, così da esaurire tutte le possibilità. Adempie infatti quanto è stato scritto: Lotta fino alla morte per la verità (Sir 4, 33).
(Sant'Agostino, Discorso 286)
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