venerdì 11 maggio 2012

11 maggio 2012 - Anche nelle tenebre rimane il bisogno della luce

«Chi crede in me, non crede in me 
ma in colui che mi ha mandato; 
chi vede me, vede colui che mi ha mandato. 
Io sono venuto nel mondo come luce, 
perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre».
(Gv 12,45-46)

Desidero ora lasciarvi un pensiero, che rimanga come ricordo di questa udienza, e come proposito per la vostra vita. Mi riferisco alle parole pronunciate un giorno da Gesù: “Chi crede in me, non crede in me, ma in Colui che mi ha mandato; chi vede me, vede Colui che mi ha mandato. Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me, non rimanga nelle tenebre (Gv 12, 45-46). L’Evangelista Giovanni così commenta nel Prologo del suo Vangelo: “In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini. La luce splende nelle tenebre”; ma poi soggiunge con stupore ed amarezza: “Ma le tenebre non l’hanno accolta” (Gv 1, 4-5).
Il significato e il valore di queste parole sono perenni; esse valgono anche per i nostri tempi! Gesù voleva dire che l’intelligenza umana, pur con tutte le sue mirabili capacità e le sue stupende conquiste, rimane sempre nelle tenebre circa il senso primo e ultimo dell’esistenza, circa il motivo autentico del vivere e del morire dell’uomo. La scienza porta alla filosofia, la filosofia introduce alla religione e la religione fa incontrare Cristo e sfocia nella fede in lui, che è venuto per recare la luce nella nostra notte. Purtroppo molti non vogliono lasciare diradare la notte dalla luce di Cristo! Eppure se, purtroppo, le tenebre permangono, rimane sempre anche il bisogno della luce, di Cristo! Voi, Padri Somaschi, e voi educatori e genitori, siete responsabili della luce: portate sempre la luce di Cristo ai vostri giovani! E voi, giovani e ragazzi, di tutte le età e di tutte le classi, siate felici di vivere in un ambiente che vi fa conoscere ed amare Gesù, “luce del mondo” e che vi prepara ad essere suoi testimoni durante la vita! Gesù cammina con voi, per essere continuamente luce di verità e di salvezza: vi auguro di cuore di sentire sempre la gioia e la consolazione della sua presenza luminosa e corroborante.
(Giovanni Paolo II,  Agli alunni e agli educatori 
del Collegio Gallio di Como, 30 aprile 1983)


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