«Dov’è la vostra fede?»
(Lc 8,24)
Il Giubileo, carissimi Confratelli, è il tempo della
"grande indulgenza". Le gravi responsabilità che ci sono affidate e
le non poche difficoltà che incontra oggi il nostro ministero episcopale
rendono più acuta e sofferta la coscienza della nostra pochezza
spirituale, e quindi più forte e insistente l’invocazione all’amore
indulgente del Padre. Ma la misericordia che giunge a noi dal sacrificio di
Cristo, ogni giorno reso presente nell'Eucaristia, ci infonde una solidissima
speranza. Questa speranza noi dobbiamo annunciare e testimoniare a un mondo che
l’ha persa o deformata. E' speranza fondata sulla certezza che Cristo è
sempre presente e operante nella sua Chiesa e nella storia
dell'umanità.
Può
sembrare, talvolta, come nell'episodio evangelico della tempesta sedata (Mc 4,
35-41; Lc 8, 22-25), che Cristo dorma e ci lasci in balia
delle onde agitate. Noi sappiamo però che Egli è sempre pronto a intervenire
con il suo amore onnipotente e salvifico. Egli continua a dirci: "Abbiate
fiducia; io ho vinto il mondo" (Gv 16, 33).
(Giovanni Paolo II, Udienza di Giovanni Paolo II
ai partecipanti al Giubileo dei Vescovi, 7 ottobre 2000)
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