martedì 18 dicembre 2012

18 dicembre 2012 - L'incredulità di Zaccaria

«Tu sarai muto e non potrai parlare 
fino al giorno in cui queste cose avverranno, 
perché non hai creduto alle mie parole, 
che si compiranno a loro tempo».
(Lc 1,20)


Mentre l'angelo annuncia a Zaccaria che la sua supplica è stata esaudita, anzi che Dio risponde alla supplica umana con la sovrabbondanza della sua grazia (Giovanni significa "Yahweh fa grazia", "Yahweh è misericordioso") e che la missione del figlio consisterà nel preparare il popolo eletto ad accogliere l'Inviato di Dio "con lo spirito e la potenza di Elia", cioè in qualità di profeta (cf. Lc 7,26), Zaccaria si vede ridotto al silenzio. "Ha posto la domanda di Abramo: "In base a che cosa conoscerò questo?" (cf. Gen 15,8), ma senza avere la fede dell'illustre patriarca" (P. Bossuyt).
Zaccaria ed Elisabetta erano "giusti" eppure Zaccaria non presta fiducia alle parole dell'angelo. La sua incredulità vuole essere di monito a quanti si riconoscono "devoti", ma non sempre sono disposti ad accettare la volontà del Signore nella loro vita. Come, pure, le donne sterili della Bibbia (Sara: cf. Gen 18,11; Rebecca: cf. Gen 25,21; Rachele: cf. Gen 29,31; la moglie di Manoach: cf. Gdc 13,2; Anna: cf. 1Sam 1,5; Elisabetta: cf. Lc 1,7), sono un invito a mai disperare nell'intervento dello Spirito capace di dare la forza per vincere ogni "sterilità", soprattutto quella dell'anima.
Come gli israeliti dei tempi passati, Zaccaria pretende un segno.
(www.famigliamica.it)


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