«Tu sarai muto e non potrai parlare
fino al giorno in cui queste cose avverranno,
perché non hai creduto alle mie parole,
che si compiranno a loro tempo».
(Lc 1,20)
Mentre
l'angelo annuncia a Zaccaria che la sua supplica è stata esaudita, anzi che Dio
risponde alla supplica umana con la sovrabbondanza della sua grazia (Giovanni
significa "Yahweh fa grazia", "Yahweh è misericordioso") e
che la missione del figlio consisterà nel preparare il popolo eletto ad
accogliere l'Inviato di Dio "con lo spirito e la potenza di Elia",
cioè in qualità di profeta (cf. Lc 7,26), Zaccaria si vede ridotto al silenzio.
"Ha posto la domanda di Abramo: "In base a che cosa conoscerò
questo?" (cf. Gen 15,8), ma senza avere la fede dell'illustre
patriarca" (P. Bossuyt).
Zaccaria
ed Elisabetta erano "giusti" eppure Zaccaria non presta fiducia alle
parole dell'angelo. La sua incredulità vuole essere di monito a quanti si
riconoscono "devoti", ma non sempre sono disposti ad accettare la
volontà del Signore nella loro vita. Come, pure, le donne sterili della Bibbia
(Sara: cf. Gen 18,11; Rebecca: cf. Gen 25,21; Rachele: cf. Gen 29,31; la moglie
di Manoach: cf. Gdc 13,2; Anna: cf. 1Sam 1,5; Elisabetta: cf. Lc 1,7), sono un
invito a mai disperare nell'intervento dello Spirito capace di dare la forza
per vincere ogni "sterilità", soprattutto quella dell'anima.
Come
gli israeliti dei tempi passati, Zaccaria pretende un segno.
(www.famigliamica.it)
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