«Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiterà un sole che sorge dall’alto,
per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nell’ombra di morte,
e dirigere i nostri passi
sulla via della pace».
(Lc 1,77-78)
O astro che sorgi, splendore della luce eterna,
sole
di giustizia:
vieni, illumina chi giace nelle tenebre
e nell’ombra
di morte.
Quante voci
lo hanno annunciato! In quanti hanno proclamato la sua venuta: una
nuova era, un nuovo sole, una nuova pace. Infinite voci hanno proclamato
la sua venuta, oggi come ieri. E continuano a farlo! Lo fanno sui pulpiti, ma
lo fanno anche nei cuori. Pensate alle voci silenziose di chi con la
vita ci dice che Dio fa cose grandi per tutti e per ciascuno. Pensate
a tutti quei gesti controcorrente che ci ricordano quanto oltre sia Dio
rispetto a ciò che siamo abituati a vedere… quanto oltre sia il suo modo di
amare, di dare e di darsi…
Zaccaria, continua a
essere il nostro fedele compagno o, per mantenerci in tema, è quella voce che
oggi ci riporta a Dio, alle sue promesse, al compiersi di quel suo amore che
non è fatto di parole, ma di eventi: luce che risplende nelle tenebre, pane
dato agli affamati, acqua offerta a cuori assetati, verità indicata ai
cercatori, vita donata nella morte, pace seminata in cuori inquieti. Questa è
la concretezza dell’amore di Dio che si fa carne in Gesù. Questo è il mistero
incontenibile che si dà nel Bambino; questo è ciò che Zaccaria ci chiede di
scoprire.
La liturgia
ci chiede di continuare a restare nel primo capitolo dell’evangelista Luca,
negli ultimi versetti, dal 67 al 79 [Lc 1, 67-79].
Scoprirete in questi versetti quel cantico tanto conosciuto a chi prega le
lodi. E’ il Benedictus, il Cantico di Zaccaria, appunto, che
la Chiesa ci fa pregare ogni giorno. E’ il cantico di lode di chi, in Dio, sa
andare oltre, o meglio, sa andare in profondità e scoprire quel
senso profondo che non si riesce e vedere con i soli occhi. Vorrei, che
veniste con me fino al versetto 78… versetto che considero la vera chiave di volta:
è la motivazione, il perché da cui tutto si origina; il perché del precursore,
il perché di quel “sole che ci visiterà dall’alto”. Uno è il
perché: la misericordia di Dio, le sue viscere come viscere di madre che genera
la vita, il suo amore sconfinato per quel popolo che ama, per quell’uomo che
ama fino all’estremo.
Nel Sole che
splende su ogni tenebra c’è l’annuncio di Dio che annienterà se stesso fino
alla morte e alla morte di croce.
Nel Sole che
sorge sulla notte c’è la verità di Dio che è misericordia, amore che genera,
salvezza universale per tutta la storia e per ogni popolo. C’è la luce di Dio
che scioglie il buio e riporta alla luminosa vita. Questo è Dio… il Dio di
Abramo, di Isacco e di Giacobbe… il Dio di Maria, di Pietro e di Paolo… il Dio
di Gesù Cristo, che in Cristo rende visibile e toccabile il suo esserci, nelle
pieghe di ogni storia.
[…] Oggi vi
suggerisco di vivere come atteggiamento il CONTAGIO!!! Contagiate con un
sorriso, donatelo senza stancarvi, senza distrarvi, senza concedere a nessuno
la possibilità di cancellarlo dal vostro cuore. Non concedetelo né alla
distrazione, né alla preoccupazione, né alla superficialità, allo
scoraggiamento, alla tristezza. Non concedetelo a chi vi condiziona,
fisicamente e interiormente. Dio potrà così nascere nel mondo anche attraverso
il nostro sorriso, il mio, il tuo… il sorriso di chi si accorge del mondo,
degli altri e ne è felice!
E quando
questa notte andrete a Messa, o resterete in casa davanti al presepe… o non
avendolo fatto potrete solo pensare che qualcosa sta accadendo nel cuore di
qualcuno e certamente anche nel vostro… e quando anche dai letti di ospedale o
dalla solitudine più nera ricorderete che per amore, Dio si è voluto
dare all’uomo… in quel momento sorridete voi stessi, di cuore e con
fiducia, a Dio perché il suo sorriso, segno della sua bontà per noi, possa
arricchire e donare pace al nostro cuore e al mondo.
(Suor Mariangela fsp., www.cantalavita.com)

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