«Io
sono il pane della vita;
chi viene a me non avrà fame
e chi crede in me non
avrà sete, mai!».
(Gv
6,35)
La
stragrande maggioranza delle persone che incontro e che si dichiarano cristiane
o, comunque credenti, ha la visione di Dio coincidente a quella che ne ha la
gente di Cafarnao: un qualcuno di soprannaturale, di potente, che si affretta a
sfamare il popolo compiendo miracoli. In fondo in fondo non ci interessa che
cosa voglia Dio, o cosa lui pensi. So io qual è la mia felicità, a lui di
esaudirla. Una eterna tangentopoli, ottengo favori da questo potentissimo amico
in cambio di qualche promessa o qualche preghiera. Preghiera che poche volte
consiste nel cercare la volontà di Dio e il più delle volte consiste nel
convincere Dio ad esaudire la mia volontà. Un Dio che sfama, insomma, un Dio
assicuratore a cui mi rivolgo per quadrare la vita. Una pretesa assurda, che
finisce col distaccarmi completamente da questa Presenza che, incompresa, fugge
lontano. Per cosa cerchiamo Gesù? Per cosa lo inseguiamo, ansiosi di vedere
esaudito qualche nostro progetto? Mi viene in mente un aneddoto dei Padri del
deserto: un monaco egiziano disse a un anacoreta siriano, tutto eccitato, che
voleva andare in città a vedere un santo che operava miracoli e che, con la sua
preghiera, risuscitava i morti. L'altro monaco, sorridendo disse: "Che
strane abitudini avete da queste parti: chiamate "santo" chi piega
Dio a fare la propria volontà. Da noi invece, chiamiamo "santo" chi
piega la propria volontà a quella di Dio". Gesù, amante ferito, replica,
disputa, cerca di convertire il nostro cuore e ci porta ad una riflessione:
nella nostra vita c'è una fame e una sete insaziabili che attraversano e
motivano tutti i nostri desideri. E' la ricerca della felicità a cui
disperatamente aneliamo. Purtroppo, però, spesse volte decidiamo (o
presumiamo?) noi in cosa riporla. E Dio dovrebbe darci una mano. No, fratelli,
no. Lui e Lui solo può saziare, Lui solo può portarci a non avere più fame e
più sete. Lui solo è la salvezza. Non lasciamoci sfuggire l'occasione di
riempire il nostro cuore, non corriamo il rischio di morire di sete a pochi
metri da una sorgente d'acqua!
(Paolo Curtaz)
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