«Io sono la via, la
verità e la vita.
Nessuno viene al Padre
se non per mezzo di me».
(Gv 14,6)
Non sia
turbato il vostro cuore, abbiate fiducia. Sono le parole primarie del nostro
rapporto con Dio e con la vita, quelle che devono venirci incontro appena
aperti gli occhi, ogni mattina: scacciare la paura, avere fiducia. Avere
fiducia (negli altri, nel mondo, nel futuro) è atto umano, umanissimo,
vitale, che tende alla vita. Senza la fiducia non si può essere umani. Senza
la fede in qualcuno non è possibile vivere. Io vivo perché mi fido. In questo
atto umano la fede in Dio respira.
Abbiate fede in me, io sono la via la
verità e la vita. Tre parole immense. Che nessuna spiegazione può esaurire.
Io
sono la via: la strada per arrivare a casa, a Dio, al cuore, agli altri. Sono
la strada: davanti non si erge un muro o uno sbarramento, ma orizzonti aperti
e una meta. Sono la strada che non si smarrisce. Shakespeare scrive «la vita è
una favola sciocca recitata da un idiota sulla scena, piena di rumore e di
furore, ma che non significa nulla». Con Gesù la favola senza senso diventa
la storia più ambiziosa del mondo, il sogno più grandioso mai sognato, la
conquista di amore e libertà, di bellezza e di comunione: con Dio, con il cosmo
con l'uomo.
Io sono la verità: non in una dottrina, in un libro, in una
legge migliori delle altre, ma in un «io» sta la verità, in una vita, nella
vita di Gesù, venuto a mostrarci il vero volto dell'uomo e di Dio. Il
cristianesimo non è un sistema di pensiero o di riti, ma una storia e una vita
(F. Mauriac).
Io sono: verità disarmata è il suo muoversi libero, regale e
amorevole tra le creature.
Mai arrogante. La tenerezza invece, questa
sorella della verità.
La verità sono occhi e mani che ardono! (Ch. Bobin).
Così è Gesù: accende occhi e mani.
Io sono la vita. Che hai a che fare con
me, Gesù di Nazareth? La risposta è una pretesa perfino eccessiva, perfino
sconcertante: io faccio vivere. Parole enormi, davanti alle quali provo una
vertigine. La mia vita si spiega con la vita di Dio. Nella mia esistenza più
Dio equivale a più io.
Più Vangelo entra nella mia vita più io sono vivo.
Nel cuore, nella mente, nel corpo. E si oppone alla pulsione di morte, alla
distruttività che nutriamo dentro di noi con le nostre paure, alla sterilità
di una vita inutile.
(Ermes Ronchi)
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