«Posso distruggere il
tempio di Dio
e ricostruirlo in tre
giorni».
(Mt 26,61)
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| Antonio Ciseri, Ecce Homo |
Gli
evangelisti ci raccontano che, nel processo contro Gesù, si presentarono falsi
testimoni e affermarono che Gesù aveva detto: "Posso distruggere il tempio
di Dio e ricostruirlo in tre giorni" (Mt 26, 61). Davanti a Cristo
pendente dalla Croce alcuni schernitori fanno riferimento alla stessa parola,
gridando: "Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni,
salva te stesso!" (Mt 27, 40). La giusta versione della parola,
come uscì dalla bocca di Gesù stesso, ce l’ha tramandata Giovanni nel suo
racconto della purificazione del tempio. Di fronte alla richiesta di un segno
con cui Gesù doveva legittimarsi per una tale azione, il Signore rispose:
"Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere" (Gv
2, 18s). Giovanni aggiunge che, ripensando a quell’evento dopo la Risurrezione,
i discepoli capirono che Gesù aveva parlato del Tempio del suo Corpo (cfr 2,
21s). Non è Gesù che distrugge il tempio; esso viene abbandonato alla
distruzione dall’atteggiamento di coloro che, da luogo d’incontro di tutti i
popoli con Dio, l’hanno trasformato in una "spelonca di ladri", in un
luogo dei loro affari. Ma, come sempre a partire dalla caduta di Adamo, il
fallimento degli uomini diventa l’occasione per un impegno ancora più grande
dell’amore di Dio nei nostri confronti. L’ora del tempio di pietra, l’ora dei
sacrifici di animali era superata: il fatto che ora il Signore scacci fuori i
mercanti non solo impedisce un abuso, ma indica il nuovo agire di Dio. Si forma
il nuovo Tempio: Gesù Cristo stesso, nel quale l’amore di Dio si china sugli
uomini. Egli, nella sua vita, è il Tempio nuovo e vivente. Egli, che è passato
attraverso la Croce ed è risorto, è lo spazio vivente di spirito e vita, nel
quale si realizza la giusta adorazione. Così la purificazione del tempio, come
culmine dell’ingresso solenne di Gesù in Gerusalemme, è insieme il segno della
incombente rovina dell’edificio e della promessa del nuovo Tempio; promessa del
regno della riconciliazione e dell’amore che, nella comunione con Cristo, viene
instaurato oltre ogni frontiera.
Benedetto
XVI, Omelia Piazza San
Pietro
XXIII Giornata
Mondiale della Gioventù
, domenica 16 marzo 2008

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