«Credo; aiuta la mia
incredulità!»
(Mc 9,29)
Oggi, Cristo vi pone la domanda che rivolse ai suoi discepoli: «Chi sono
io per voi?». A tale domanda, Pietro, presso la cui tomba noi ci troviamo in
questo momento, rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Mt
16,15-16). E tutta la sua vita divenne una risposta concreta a questa domanda.
Cristo desidera ricevere anche da ciascuno di voi una risposta che venga non
dalla costrizione né dalla paura, ma dalla vostra libertà profonda. Rispondendo
a tale domanda la vostra vita troverà il suo senso più forte. Il testo della
Lettera di San Giovanni che abbiamo appena ascoltato ci fa capire con grande
semplicità in modo sintetico come dare una risposta: «Che crediamo nel nome del
Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri» (3,23). Avere fede e
amare Dio e gli altri! Che cosa c’è di più esaltante? Che cosa di più bello?
Durante questi giorni a Roma, possiate lasciar crescere nei vostri cuori
questo sì a Cristo, approfittando specialmente dei lunghi tempi di silenzio che
occupano un posto centrale nelle vostre preghiere comunitarie, dopo l’ascolto
della Parola di Dio. Questa Parola, dice la Seconda Lettera di Pietro, è «come
una lampada che brilla in un luogo oscuro», che voi fate bene a guardare
«finché non spunti il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del
mattino» (1,19). Voi l’avete capito: se la stella del mattino deve sorgere nei
vostri cuori è perché non sempre vi è presente. A volte il male e la sofferenza
degli innocenti creano in voi il dubbio e il turbamento. E il sì a Cristo può
diventare difficile. Ma questo dubbio non fa di voi dei non credenti! Gesù non
ha respinto l’uomo del Vangelo che gridò: «Credo; aiuta la mia incredulità!» (Mc
9,24).
Perché in
questo combattimento voi non perdiate la fiducia, Dio non vi lascia soli e
isolati. Egli dà a tutti noi la gioia e il conforto della comunione della
Chiesa. Durante il vostro soggiorno a Roma, grazie specialmente all’accoglienza
generosa di tante parrocchie e comunità religiose, voi fate una nuova
esperienza di Chiesa. Tornando a casa, nei vostri diversi Paesi, vi invito a
scoprire che Dio vi fa corresponsabili della sua Chiesa, in tutta la varietà
delle vocazioni. Questa comunione che è il Corpo di Cristo ha bisogno di voi e
voi avete in esso tutto il vostro posto. A partire dai vostri doni, da ciò che
è specifico di ognuno di voi, lo Spirito Santo plasma e fa vivere questo
mistero di comunione che è la Chiesa, al fine di trasmettere la buona novella
del Vangelo al mondo di oggi.
Benedetto
XVI, 29 dicembre 2012,
35° Pellegrinaggio di Fiducia sulla Terra,
animato dalla
Comunità di Taizè

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