«Le
hai rivelate ai piccoli»
(Mt
11,25)
Un
momento di incanto di Gesù davanti ai piccoli, ai suoi: Ti rendo lode, Padre,
perché queste cose le hai rivelate ai piccoli. I piccoli di cui è pieno il
vangelo, gli ultimi della fila che sono i preferiti di Dio. Gesù è il primo dei
piccoli: viene come figlio di povera gente, nasce in una stalla, non ha in mano
nessun potere e la sua rivoluzione si compie su di una croce. Ma «un uomo vale
non sulla misura della sua intelligenza, ma quanto vale il suo cuore» (Gandhi).
«Venite
a me, voi tutti, che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» .
Gesù
non viene, con obblighi e divieti; viene recando una coppa colma di pace. Gesù
non porta precetti nuovi, ma una promessa: il regno di Dio è iniziato, ed è pace
e gioia nello Spirito (Rm 14,17).
E
se ti lasci riempire dalla pace del signore, «attraverso il riposo e la pace
del vostro cuore, poi a decine, a migliaia attorno a voi saranno confortati,
troveranno ristoro» (A. Louf).
«Imparate
da me, che sono mite e umile di cuore». Imparate dal mio cuore. Cristo si
impara imparandone il cuore, cioè il modo di amare. Il maestro è il cuore.
La
pace si impara. La pienezza della vita si impara. A vivere si impara, imparando
il cuore di Dio.
E
la scuola è la vita di Gesù, quest'uomo senza poteri, libero come il vento,
leggero come la luce, dignitoso e alto, che nulla e nessuno ha mai potuto
piegare.
Imparate
dal mio modo di amare: umile, senza arroganza, e mite, senza violenza. Ristoro
dell'esistenza di ciascuno è un così, amore umile e mite, una creatura in pace,
che diffonde un senso di serenità nell'arsura del vivere. E la nostra vita si
rinfranca accanto alla sua.
Inizia,
allora, il discepolato del cuore, per tutti, bambini e anziani, donne e uomini,
preti e religiosi, per noi che ci sentiamo intelligenti, ma che corriamo il
rischio di restare degli analfabeti del cuore. Funzionari delle regole e
analfabeti del cuore.
Perché
Dio non è un concetto, non è una regola, non si riduce ad un sapere: Dio è il
cuore dolce e forte della vita.
Dice
Gesù: «Prendete su di voi il mio giogo. Il mio giogo è dolce e il mio carico
leggero». Nel linguaggio della Bibbia «giogo» indica la legge: «Prendete su di
voi la mia legge».
Prendete
su di voi l'amore, è un re leggero, è un tiranno amabile, che neanche per un
istante ferisce il cuore, non colpisce ciò che è al cuore dell'uomo, ma è instancabile
nel generare, partorire, curare, confortare, dare ristoro. Non è uno fra i
tanti maestri, è «il» maestro di una vita piena, con dentro il gusto e il
calore di Dio.
Ermes Ronchi
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