Quanto ci
pare difficile parlare di pace oggi! Un ininterrotto bollettino di guerra pare
mettere in discussione radicalmente il progetto di un mondo basato sulla
reciproca tolleranza, sull’accoglienza e sul rispetto delle diversità. La pace,
così tanto desiderata, frutto della giustizia resta una sogno. Il rischio è che
chi sostiene la pace sia lo stesso a sostenere di doverla ottenere con la forza
delle armi.
Gesù,
oggi, ci offre una differente chiave di lettura: la pace è suo dono ed è
diversa da quella che propone il mondo. È suo dono: non solo una conquista ma
l'accoglienza di una prospettiva diversa. Possiamo diventare testimoni di pace
perché pacificati nel nostro intimo, possiamo costruire spazi di dialogo perché
abbiamo un orizzonte di riferimento, il sogno di Dio. La pace, allora, va
anzitutto coltivata in noi stessi, lasciando che sia la Parola a convertirci,
mettendo noi a fuoco i nostri peccati e chiedendone perdono al Signore. Con un
cuore pacificato diventeremo capaci, allora, di accogliere l’altro nella sua
dimensione più profonda.
Preghiamo
perché i sacerdoti, chiamati al ministero della riconciliazione, siano
testimoni di una misericordia che per primi loro stessi hanno sperimentato.
Coltiviamo
nel cuore il desiderio di vivere un momento curato di riconciliazione in
preparazione alla Pentecoste.
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