«State attenti a voi stessi».
(Lc 21,34)
Per
leggere i segni dei tempi, per attendere il Maestro e il suo ritorno nella
gloria, abbiamo urgente bisogno di vegliare, di vigilare, di stare attenti,
desti, pronti. Se il nostro cuore si appesantisce, non siamo più in grado di
riconoscere la sua presenza, di leggere la sua dolce presenza nei nostri cuori.
Gesù parla di dissipazioni e ubriachezze che ci fanno cadere nella
dimenticanza, la grande tentazione a cui reagire con la quieta preghiera e la
meditazione della Parola di Dio. Dissipazioni, cioè lo spreco del tempo,
l'ossessione dell'organizzazione della vita o del benessere, cioè un gettare
via le energie che in verità a ben altro ci dovrebbero servire...
Ubriachezze, cioè l'intontimento generale che ci provoca il rumore, la tensione
sul lavoro, un errato e acritico approccio alle proposte di questo mondo. Siamo
desti, che il Signore ci trovi quando passerà a bussare alla nostra
porta.
(Paolo Curtaz)
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