«Maestro, che cosa devo fare di buono
per avere la vita eterna?».
Il dialogo di Gesù con il giovane ricco, riferito nel capitolo
19 del Vangelo di san Matteo, può costituire un'utile traccia per riascoltare in modo vivo e incisivo il
suo insegnamento morale. [...]
«Ed
ecco un tale...». Nel giovane, che il Vangelo di Matteo non nomina,
possiamo riconoscere ogni uomo
che, coscientemente o no, si avvicina a Cristo, Redentore
dell'uomo, e gli pone la domanda morale. Per il giovane, prima che una
domanda sulle regole da osservare, è una domanda di pienezza di
significato per la vita. E, in effetti, è questa l'aspirazione che sta al
cuore di ogni decisione e di ogni azione umana, la segreta ricerca e l'intimo
impulso che muove la libertà. Questa domanda è ultimamente un appello al Bene
assoluto che ci attrae e ci chiama a sé, è l'eco di una vocazione di Dio,
origine e fine della vita dell'uomo. Proprio in questa prospettiva il Concilio
Vaticano II ha invitato a perfezionare la teologia morale in modo che la sua
esposizione illustri l'altissima vocazione che i fedeli hanno ricevuto in Cristo, unica risposta che appaga
pienamente il desiderio del cuore umano.
Perché gli uomini possano realizzare questo «incontro» con
Cristo, Dio ha voluto la sua Chiesa. Essa, infatti, «desidera servire
quest'unico fine: che ogni uomo possa ritrovare Cristo, perché Cristo possa,
con ciascuno, percorrere la strada della vita».
«Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita
eterna?» (Mt 19,16)
Dalla
profondità del cuore sorge la domanda che il giovane ricco rivolge a Gesù di
Nazaret, una domanda
essenziale e ineludibile per la vita di ogni uomo: essa riguarda,
infatti, il bene morale da praticare e la vita eterna. L'interlocutore di Gesù
intuisce che esiste una connessione tra il bene morale e il pieno compimento
del proprio destino. Egli è un pio israelita, cresciuto per così dire all'ombra
della Legge del Signore. Se pone questa domanda a Gesù, possiamo immaginare che
non lo faccia perché ignora la risposta contenuta nella Legge. È più probabile
che il fascino della persona di Gesù abbia fatto sorgere in lui nuovi
interrogativi intorno al bene morale. Egli sente l'esigenza di confrontarsi con
Colui che aveva iniziato la sua predicazione con questo nuovo e decisivo
annuncio: «Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino; convertitevi e
credete al Vangelo» (Mc 1,15).
Occorre che l'uomo di oggi si volga nuovamente verso Cristo per
avere da Lui la risposta su ciò che è bene e ciò che è male. Egli è il Maestro,
il Risorto che ha in sé la vita e che è sempre presente nella sua Chiesa e nel mondo.
È Lui che schiude ai fedeli il libro delle Scritture e, rivelando pienamente la
volontà del Padre, insegna la verità sull'agire morale. Alla sorgente e al
vertice dell'economia della salvezza, Alfa e Omega della storia umana (cf Ap 1,8;
21,6; 22,13), Cristo rivela la condizione dell'uomo e la sua vocazione
integrale. Per questo, «l'uomo che vuol comprendere se stesso fino in fondo non
soltanto secondo immediati, parziali, spesso superficiali, e perfino apparenti
criteri e misure del proprio essere deve, con la sua inquietudine e incertezza
ed anche con la sua debolezza e peccaminosità, con la sua vita e morte,
avvicinarsi a Cristo. Egli deve, per così dire, entrare in Lui con tutto se
stesso, deve "appropriarsi" ed assimilare tutta la realtà dell'Incarnazione
e della Redenzione per ritrovare se stesso. Se in lui si attua questo profondo
processo, allora egli produce frutti non soltanto di adorazione di Dio, ma
anche di profonda meraviglia di se stesso».
Se
vogliamo dunque penetrare nel cuore della morale evangelica e coglierne il
contenuto profondo e immutabile, dobbiamo ricercare accuratamente il senso
dell'interrogativo posto dal giovane ricco del Vangelo e, più ancora, il senso
della risposta di Gesù, lasciandoci guidare da Lui. Gesù, infatti, con delicata
attenzione pedagogica, risponde conducendo il giovane quasi per mano, passo
dopo passo, verso la verità piena.
(Giovanni Paolo II, Veritatis splendor nn.6-8)

Nessun commento:
Posta un commento