«Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa;
ma l’amico dello sposo,
che è presente e l’ascolta,
esulta di gioia alla voce dello sposo.
Ora questa mia gioia è piena.
Lui deve crescere; io, invece, diminuire».
(Gv 3,29-30)
[...] Per
strappare il mondo alla sua indifferenza occorrono dei profeti, ossia degli
uomini che siano interiormente presi da una divina visione delle cose, e
possano scuotere l'inerzia dell'umanità, ed essere veramente dei «testimoni ». Testimonio
è colui che anzitutto ha veduto interiormente le cose da lui attesta te, colui
che Dio ha introdotto nella propria divina maniera di vederle, perché possa
trasmetterle agli uomini. Così Giovanni Battista. Dio l'ha iniziato al mistero
del suo disegno, al mistero dei suoi piani, l'ha nascosto nel deserto per
unirlo alla sua gioia!
[...] È un
appello di gioia, non più di timore e di penitenza, quello che risuona davanti
al divorante fuoco di Dio. Un grido di gioia perché viene finalmente la tanto
attesa ora delle nozze dell'umanità, che sta per essere veramente fidanzata
ormai al Verbo di Dio. Giovanni è l'amico dello Sposo, ossia, come nelle nozze
autentiche, quello che gli conduce la fidanzata. Conosciamo il testo: «L'uomo
non può ricevere cosa alcuna se non gli viene data dal Cielo. Voi stessi mi
siete testimoni come io dissi: io non sono il Cristo: ma fui mandato davanti a
Lui. È lo sposo, che ha la sposa: ma l'amico dello sposo che sta ad ascoltarlo,
si riempie di gioia alla voce dello sposo. Tale mio gaudio dunque si è
compiuto. Bisogna che Egli cresca ed io diminuisca ».
Questa la frase che tocca le profondità più grandi nell'anima di Giovanni
Battista. «Egli è colui che viene rapito dalla gioia alla voce dello Sposo.»
Questa voce non l'aveva udita Abramo, non l'aveva udita Mosè, non David. Ma
Giovanni l'ha udita. Egli è colui nel quale l'Umanità ha incontrato lo Sposo,
che è venuto avanti a Lui e che, quindi, ha presenziato l'alba delle sue nozze
celebrate con l'Incarnazione e consumate nella Passione e nella Resurrezione. [...]
Giovanni
Battista ha la gioia di vedere accettata la sua testimonianza, vale a dire che
i suoi discepoli - quelli che erano stati i suoi discepoli riconoscono ora
Gesù. Egli ha preparato la via e ora Giovanni, Pietro e Giacomo, i discepoli iniziati
da lui, riconoscono Gesù quando Egli passa. Giovanni Battista lo mostra loro
come l'Agnello di Dio. Questa tutta la sua gioia: vedere la sposa trovare lo
Sposo. Non desidera altro. Non desidera che una cosa sola: condurre le anime al
Cristo, e che le anime trovino Lui! Allora il suo gaudio è perfetto. È perfetto
quando i discepoli lo abbandonano per seguire Gesù. Non attendeva altro che
questo. È colui che prepara le vie al Signore. Non vuole riservare a sé le
anime. In ciò il modello dell'abnegazione. Non intende legare a sé le anime, ma
unicamente legare le anime a Gesù. Si eclissa davanti a Gesù per lasciarle con
lo Sposo, col Cristo, ed essere colui che ha preparato la via.
Bisogna ricordarlo soprattutto come l'uomo il cui amore si manifesta in zelo
disinteressato, cioè non nel godimento della presenza - egli fu tanto spesso
privo della presenza del Cristo - ma nella assoluta fedeltà a compiere la
missione sua, e così condurre le anime al Cristo. Ecco la caratteristica del
suo amore. Questo amore consiste nel volere che il Cristo goda perché le anime
vanno a Lui, perché Egli fa acquisto di altre anime ancora. Questa veramente la
Sua sete! E questo cerca Giovanni. Egli dunque pone la sua gioia più nel far
godere il Cristo che nel godere del Cristo. A questo riguardo vi è senza dubbio
nella sua vita una singolarissima grazia d'amore. Egli è veramente il servo il
cui amore si concretizza soprattutto nel servizio: fare quanto piace al Cristo:
eseguire i «mandata» del Cristo! Servire perfettamente. Il Signore, infatti,
cerca simili servitori. «Ho trovato un uomo secondo il mio cuore, che fa
tutto quello che gli domando», dice un versetto del salmo. Sono così pochi gli
uomini che concedono libertà al Cristo! Il Cristo ama le anime con le quali si
sente libero, cui può domandare tutto quello che desidera, anime a completa
disposizione tra le mani di Dio. Giovanni Battista è eminentemente l'uomo tutto
disponibile per Dio, nelle sue mani, servo perfetto, che fa quanto il padrone
gli domanda, la cui gioia è udire la voce dello Sposo!
(Jean Daniélou, Il mistero dell'Avvento)
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