domenica 3 febbraio 2013

3 febbraio 2013 - L'autorevolezza della misericordia

«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, 
ma i malati; 
io non sono venuto a chiamare i giusti, 
ma i peccatori». 
(Mc 2,17) 

Vittore Carpaccio, Vocazione di San Matteo 
L’autorevolezza della Chiesa proviene da Cristo, dalla sua autorità, che, come abbiamo visto nell’odierna pagina evangelica, è strettamente legata alla sua misericordia. La sua autorità è grande, Egli infatti è «il sommo sacerdote che ha attraversato i cieli», la cui Parola «è spada a doppio taglio… e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore». In forza di questa autorità, Gesù parla alle folle e impartisce ordini: «Seguimi», ottenendone l’immediata esecuzione: «Ed egli si alzò e lo seguì» (Mc 2,14). Ma questa autorità non è sinonimo di durezza, perché, anzi, Gesù è la Misericordia in persona e non può non compatire le nostre infermità. Infatti, lo vediamo accogliere i peccatori, sedere a mensa con loro, in un clima sereno e familiare che suscita le riserve dei farisei e degli scribi, i quali lo criticano apertamente. A tali critiche Gesù risponde: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori» (Mc 2,17). I farisei non ricorrevano alla sua misericordia perché non ne sentivano il bisogno; i discepoli invece lo riconoscono autorevole e misericordioso, e questo è motivo per loro di gioia e di pace. Infatti, gli amici di Cristo sanno di potersi sempre accostare «con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia… così da essere aiutati al momento opportuno» (Eb 4,16).
(Card. Tarcisio Bertone, 15 gennaio 2011)





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