«Sono
io, non abbiate paura!».
(Gv
6,20)
La
moltiplicazione dei pani e dei pesci si è rivelato un fallimento, la gente non
ha capito il senso profondo del miracolo e neppure gli apostoli stanno col
Maestro: egli sale sulla montagna, loro scendono a pescare... Con il miracolo
della moltiplicazione Gesù afferma che condividere anche quel poco che si ha
può sfamare la folla. Le gente, ettepareva, ha capito che (finalmente!) Dio
dona da mangiare gratis... Deluso e amareggiato il Signore si ritira in
preghiera, deve decidere come muoversi, ora. Gli apostoli, frastornati, tornano
a pescare: quello che doveva essere l'apoteosi del ministero di Gesù si è
trasformato in una profonda incomprensione, insanabile, con la folla. Ma
allontanarsi dal Maestro, anche quando dice cose scomode, suscita in noi la
tempesta e rischiamo di affogare. Allora, il Signore ci raggiunge in mezzo alle
difficoltà più nere. Gli apostoli decidono di prendere Gesù sulla barca e la
barca tocca riva rapidamente. Quando l'incomprensione col mondo è forte, quando
pensiamo di non potercela fare, quando il dolore della vita ci schianta (poiché
ai discepoli la sofferenza non è evitata), prendiamo il Signore con noi sulla
barca della vita. Splendido Maestro! Il Signore, malgrado la sua tristezza e il
suo sconforto per l'incomprensione con la folla, è comunque attento a ciò che
accade ai suoi discepoli, a noi, e ci raggiunge nel mezzo di ogni tempesta.
(Paolo Curtaz)
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