venerdì 10 maggio 2013

10 giugno 2013 - Operare per una pace possibile


«Vi lascio la pace, vi do la mia pace.
Non come la dà il mondo, io la do a voi.
Non sia turbato il vostro cuore
e non abbia timore».
(Gv 14,27-28)

Il mondo ha bisogno di pace. Ogni giorno giungono notizie di violenze, di attentati terroristici, di operazioni militari. Il mondo sta forse abbandonando la speranza di raggiungere la pace? Si ha a volte l’impressione di una progressiva assuefazione all’uso della violenza e allo spargimento di sangue innocente. Di fronte a questi dati preoccupanti mi chino pensoso sulle Scritture e vi trovo le parole confortanti dì Gesù: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore” (Gv 14,27). Sono parole che accendono la speranza in noi cristiani che crediamo in Lui, “nostra pace” (Ef 2, 14). Vorrei, tuttavia, rivolgermi a tutti per chiedere di non cedere alla logica della violenza, della vendetta e dell’odio, ma anzi di perseverare nel dialogo. Occorre spezzare quella catena mortale che imprigiona e insanguina troppe parti del pianeta. I credenti di tutte le religioni possono molto a questo fine. L’immagine di pace che parte dall’Incontro di Milano incoraggia tanti sulla via della pace.
(Lettera di Giovanni Paolo II 

a S.Em. il Cardinale Walter Kasper 

in occasione del XVIII incontro dal titolo

"Religioni e culture: 
il coraggio di un nuovo umanesimo”,
3 settembre 2004)

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