«Vi
lascio la pace, vi do la mia pace.
Non
come la dà il mondo, io la do a voi.
Non
sia turbato il vostro cuore
e
non abbia timore».
(Gv
14,27-28)
Il mondo ha bisogno di pace. Ogni giorno giungono notizie di violenze,
di attentati terroristici, di operazioni militari. Il mondo sta forse
abbandonando la speranza di raggiungere la pace? Si ha a volte l’impressione di
una progressiva assuefazione all’uso della violenza e allo spargimento di
sangue innocente. Di fronte a questi dati preoccupanti mi chino pensoso sulle
Scritture e vi trovo le parole confortanti dì Gesù: “Vi lascio la pace, vi do
la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro
cuore e non abbia timore” (Gv 14,27). Sono parole che accendono la
speranza in noi cristiani che crediamo in Lui, “nostra pace” (Ef 2, 14).
Vorrei, tuttavia, rivolgermi a tutti per chiedere di non cedere alla logica
della violenza, della vendetta e dell’odio, ma anzi di perseverare nel dialogo.
Occorre spezzare quella catena mortale che imprigiona e insanguina troppe parti
del pianeta. I credenti di tutte le religioni possono molto a questo fine.
L’immagine di pace che parte dall’Incontro di Milano incoraggia tanti sulla via
della pace.
(Lettera di Giovanni Paolo II
a S.Em. il Cardinale
Walter Kasper
in occasione del XVIII incontro dal titolo
"Religioni e
culture:
il coraggio di un nuovo umanesimo”,
3 settembre 2004)
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