domenica 1 dicembre 2013

Chi sono io?


Chi sono? 
Spesso mi dicono
che esco dalla mia cella 
sciolto 
e sereno e saldo 
come un signore dal suo castello.

Chi sono? 
Spesso mi dicono
che parlo con i sorveglianti 

libero e cordiale e franco
 
come se avessi da comandare.

Chi sono? 
Mi dicono anche
 che i giorni porto della malasorte 
imperturbabile, 
sorridente e fiero,
 
come chi è uso alle vittorie.
Davvero sono quello che altri di me dicono?

O son soltanto ciò che io stesso di me so?

Inquieto, nostalgico, malato, 
come un uccello in gabbia,

boccheggiante per un soffio di vita, 
come se mi strozzassero,

affamato di fiori, di colori, 
cinguettii,
 assetato di buone parole, 
di calore umano,

tremante d’ira per l’arbitrio e la minima offesa,

tormentato dall’attesa di grandi cose,

invano trepidante per amici a distanza infinita,

stanco e troppo vuoto per pregare, 
per pensare, per fare,
 
fiacco e pronto a dire addio a tutto?


Chi sono?
 "Questo o quello? 

Sono forse oggi questo e domani un altro? 

Sono entrambi al contempo? 
Dinanzi agli uomini un ipocrita
 
e per me stesso 
un debole piagnucoloso degno di disprezzo?

O forse ciò che è ancora in me assomiglia all’esercito 
in rotta
 che arretra confuso 
dinanzi a vittoria già ottenuta?

Chi sono ? 
Solitario porsi domande si fa beffe di me.

Chiunque io sia, Tu mi conosci, 
Tuo sono, o Dio!



Dietrich Bonhoeffer ( in Resistenza e resa, Brescia 2002 - Queriniana

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