Non c'è nulla fuori dell'uomo che,
entrando in lui, possa renderlo
impuro.
Ma sono le cose che escono
dall'uomo
a renderlo impuro.
(Mc 7,15)
Gesù si
mostra durissimo contro il rischio di una religione esteriore. Veniva da
villaggi e campagne dove il suo andare era come un bagno dentro il dolore.
Dovunque arrivava, gli portavano i malati, mendicanti ciechi lo chiamavano,
donne di Tiro e Sidone cercavano di toccargli almeno la frangia del mantello,
almeno che la sua ombra passasse come una carezza sulla loro umanità dolente. E
ora gli chiedono di tradizioni, di mani lavate o no, di abluzioni di stoviglie,
di formalismi vuoti! Ed ecco che Gesù inaugura la religione del cuore, la linea
dell'interiorità. «Non c'è nulla fuori dall'uomo che entrando in lui possa
renderlo impuro. Sono le cose che escono dal cuore dell'uomo a renderlo
impuro». Gesù scardina ogni pregiudizio circa il puro e l'impuro, quei
pregiudizi così duri a morire. Rivendica la purezza di ogni realtà vivente. Il
cielo, la terra, ogni specie di cibo, il corpo dell'uomo e della donna sono
puri, come è scritto «Dio vide e tutto era cosa buona». E attribuisce al cuore,
e solo al cuore, la possibilità di rendere pure o impure le cose, di sporcarle
o di illuminarle.
Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è
lontano da me. Il grande pericolo è vivere una religione di pratiche esteriori,
emozionarsi per i grandi numeri, i milioni di pellegrini..., amare la liturgia
per la musica, i fiori, l'incenso, recitare formule con le labbra, ma avere «il
cuore lontano» da Dio e dai poveri. Dio non è presente dove è assente il cuore.
Ma il ritorno al cuore non basta. Ci guardiamo dentro e vi troviamo di tutto,
anche cose delle quali ci vergogniamo: dal cuore vengono le intenzioni cattive,
prostituzioni, omicidi, adulteri, malvagità...
un elenco impressionante di
dodici cose cattive, che rendono impura la vita. C'è bisogno di purificare la
sorgente, di evangelizzare le nostre zone di durezza e di egoismo, guardandoci
con lo sguardo di Gesù: il suo sguardo di perdono sulla donna adultera, su
Maria Maddalena, su Pietro pentito, sguardo che trasforma, che ci fa abbandonare
il peccato passato e ci apre a un futuro buono. Non sono le pratiche esteriori
che purificano, è più facile lavare le mani che lavare le intenzioni. Occorre
lo sguardo di Gesù. Allora cadono le sovrastrutture, le esteriorità, le
disquisizioni vuote, tutto ciò che è cascame culturale, «tradizione di uomini».
Che aria di libertà con Gesù! Apri il Vangelo ed è come una boccata d'aria
fresca dentro l'afa dei soliti discorsi. Scorri il Vangelo e passa l'ombra di
una perenne freschezza, un vento creatore che ti rigenera, che apre cammini,
perché con Cristo sei tornato al cuore felice della vita.
Ermes Ronchi

Nessun commento:
Posta un commento