«Va’, tuo
figlio vive».
(Gv 4,50)
Gesù, un umanissimo Gesù, sale da Gerusalemme verso la
Galilea. È scontento, teso, è stato accolto male dai suoi, nessun profeta è
bene accetto in patria, lo sappiamo bene. E, invece, accade l'imprevisto:
alcuni concittadini, trovatisi a Gerusalemme durante la festa, hanno visto ciò
che Gesù ha fatto e - affascinati - hanno cambiato idea. Questi galilei tornano
al Nord e convincono la gente che il carpentiere di Nazareth è diventato un
profeta famoso che dà lustro al suo paese! Gesù rimane piacevolmente stupito
dal cambio di opinione nei suoi confronti ed esaudisce l'insistente preghiera
del funzionario del re per il figlio malato. Come è bello smentire il Signore,
d'ogni tanto, com'è bello stupirlo, incoraggiarlo, dirgli che ha fatto bene a
salvare l'umanità, dirgli che non si è sbagliato nella sua difficile missione
di convertire il cuore dell'uomo. Dedichiamo la nostra giornata al Signore,
diciamogli che il suo volto ci ha cambiato la vita, diciamoglielo, sosteniamo
il nostro Dio che - come a Betania - cerca amici con cui confidarsi. Umanissimo
Dio questo Dio che viene incoraggiato, umanissimo Dio questo Dio che crede
nell'uomo e vede che può cambiare atteggiamento e convertirsi alla visione di
un Dio che guarisce ogni dolore, ogni infermità, ogni disperazione. Siamo la
gioia di Dio, ringraziamolo, oggi, per tutta la vita in abbondanza che egli ci
ha donato!
(Paolo Curtaz)

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