Prese i sette pani,
rese grazie,
li spezzò e li dava ai
suoi discepoli
perché li
distribuissero;
ed essi li
distribuirono alla folla.
(Mc 8,6b)
Ha compassione della folla, il
Signore. Ha compassione di noi uomini, sa bene che la vita è un cammino
impegnativo, sa bene che, lontani da lui, possiamo mancare per strada, perdere
il sentiero, smarrire la direzione giusta. E allora ci offre un pane per il
cammino, un nutrimento per tornare alle nostre case, al luogo del ristoro, alla
meta ultima. Un pane del cammino che si moltiplica a partire da ciò che i
discepoli mettono a disposizione. Il Signore amplifica la nostra generosità, il
pane del cammino altro non è che il nostro pane condiviso e, perciò,
moltiplicato. Siamo noi discepoli a sfamare la folla, a permettere ad ogni uomo
di camminare verso casa. Ma ad una condizione: mettere in gioco tutto quello
che siamo, fino alla fine, fino all'ultimo respiro. Sono sette i pani dei
discepoli, sette: il numero della perfezione. Guai a noi se mettiamo in gioco
la nostra fede solo a metà, guai a noi se, davanti alla folla affamata,
scarichiamo le responsabilità su Dio. A noi è chiesto di sfamare le folle di
cui Dio ha compassione. E non abbiamo di che temere: una volta condiviso il
pane, ne avanzeremo sette sporte: ciò che avremo interamente donato ci sarà
restituito cento volte tanto.
Paolo Curtaz

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