Santa Pasqua 2015
Donaci un cuore simile al Tuo!
Questa invocazione raccolta
dal messaggio per la Quaresima di Papa Francesco ha accompagnato il cammino in
preparazione alla Pasqua nelle Parrocchie dell’Unità Pastorale di Castelnuovo
Bozzente, Beregazzo e Figliaro, ha accompagnato anche il mio cammino
Ma ora mentre vivo i giorni
dell’autentico amore di Dio per me, esperienza concreta di una misericordia
rinnovata, mi domando, ma com’è oggi il mio cuore?
Cari amici vi porto con me
in un cuore ferito… La Pasqua del mio Papà mi parla ancora della fragilità
della vita e del sapore amaro della morte. L’alba della Resurrezione, che non
smetto di scorgere, rende certo il dolore un
carico più leggero, un peso più dolce, ma residui di tenebra talora
spengono il sorriso, incrinano la voce, inducono al pianto.
Cari amici vi porto con me in
un cuore stupito… La Pasqua mi parla di un amore che mi meraviglia perché è
dono prezioso posto in un vaso umile e così semplice, esperienza che mi
sussurra continuamente: «Ti basta la mia
grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza».
Cari amici vi porto con me in
un cuore fiducioso… La Pasqua mi parla di un amore tenace, forte, mite, fedele:
«se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo;
se invece muore, produce molto frutto»,
rinnovata speranza che anche la mia vita sia silenzioso, quotidiano contributo
alla costruzione del Regno di Dio.
Ogni tanto ci aiuta il fare
un passo indietro e vedere da lontano.
Il Regno non è solo oltre i nostri sforzi,
Il Regno non è solo oltre i nostri sforzi,
è anche oltre le nostre
visioni.
Nella nostra vita riusciamo a compiere solo una piccola parte
di quella meravigliosa impresa che è l’opera di Dio.
Niente di ciò che noi facciamo è completo.
Che è come dire che il Regno sta più in là di noi stessi.
Nessuna affermazione dice tutto quello che si può dire.
Nessuna preghiera esprime completamente la fede.
Nessun credo porta la perfezione.
Nessuna visita pastorale porta con sé tutte le soluzioni.
Nessun programma compie in pieno la missione della Chiesa.
Nessuna meta né obbiettivo raggiunge la completezza.
Di questo si tratta:
Noi piantiamo semi che un giorno nasceranno.
Noi innaffiamo semi già piantati, sapendo che altri li custodiranno.
Mettiamo le basi di qualcosa che si svilupperà.
Mettiamo il lievito che moltiplicherà le nostre capacità.
Non possiamo fare tutto, però dà un senso di liberazione l'iniziarlo.
Ci dà la forza di fare qualcosa e di farlo bene.
Può rimanere incompleto, però è un inizio, il passo di un cammino.
Una opportunità perché la grazia di Dio entri e faccia il resto.
Può darsi che mai vedremo il suo compimento,
ma questa è la differenza tra il capomastro e il manovale.
Siamo manovali, non capomastri,
servitori, non messia.
Noi siamo profeti di un futuro che non ci appartiene.
Nella nostra vita riusciamo a compiere solo una piccola parte
di quella meravigliosa impresa che è l’opera di Dio.
Niente di ciò che noi facciamo è completo.
Che è come dire che il Regno sta più in là di noi stessi.
Nessuna affermazione dice tutto quello che si può dire.
Nessuna preghiera esprime completamente la fede.
Nessun credo porta la perfezione.
Nessuna visita pastorale porta con sé tutte le soluzioni.
Nessun programma compie in pieno la missione della Chiesa.
Nessuna meta né obbiettivo raggiunge la completezza.
Di questo si tratta:
Noi piantiamo semi che un giorno nasceranno.
Noi innaffiamo semi già piantati, sapendo che altri li custodiranno.
Mettiamo le basi di qualcosa che si svilupperà.
Mettiamo il lievito che moltiplicherà le nostre capacità.
Non possiamo fare tutto, però dà un senso di liberazione l'iniziarlo.
Ci dà la forza di fare qualcosa e di farlo bene.
Può rimanere incompleto, però è un inizio, il passo di un cammino.
Una opportunità perché la grazia di Dio entri e faccia il resto.
Può darsi che mai vedremo il suo compimento,
ma questa è la differenza tra il capomastro e il manovale.
Siamo manovali, non capomastri,
servitori, non messia.
Noi siamo profeti di un futuro che non ci appartiene.
(Oscar Arnulfo Romero)
Vi auguro una Pasqua benedetta: le ferite del nostro
cuore siano mitigate dalla Sua Pace, la nostra fragilità sia irrobustita dalla
Sua Grazia, la nostra vocazione sia imitazione di Cristo Servo… così, ne sono
certo, il nostro cuore sarà un po’ più simile al Suo.
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