«Non
temete;
andate
ad annunciare ai miei fratelli
che
vadano in Galilea: là mi vedranno».
(Mt
28,10)
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| L'incontro tra Gesù risorto e le donne |
È risorto, amici, è risorto! Gesù è
vivo, smettiamo di cercarlo tra i ricordi, smettiamo di cercarlo tra i morti
del passato, egli è vivo, è qui, è raggiungibile, è accessibile e incontrabile.
Questa notizia l'abbiamo celebrata dopo quaranta giorni di deserto e ora per
cinquanta giorni la ripeteremo e la celebreremo! Gesù è vivo, ma i discepoli,
come vedremo, fanno fatica a riconoscerlo, sono ancora tutti legati al proprio
dolore. La gioia cristiana, amici, è una tristezza superata e non c'è che un
modo per superare il dolore: non amarlo, non affezionarvici. Vedremo che le
apparizioni di Gesù risorto seguono sempre uno schema preciso: un dolore di
partenza, un incontro col Signore che però non viene riconosciuto e – infine –
un segno: un gesto, una parola che spalancano il cuore e gli occhi. Oggi troviamo le donne che scappano dal sepolcro intimorite e
turbate e nel loro cammino di ritorno incontrano Gesù che affida loro un
compito: devono convincere i discepoli a tornare in Galilea, là lo troveranno.
E così accade solo che, come veniamo a sapere da Luca, il cuore ottuso e indurito
degli apostoli stenterà a dar retta a queste donne. In Galilea: lì, nei pressi
del lago, tutti sono stati chiamati, tutto è iniziato. Ora gli apostoli sono
invitati, in un certo modo, a tornare alle fonti, a riscoprire e rileggere la
loro storia alla luce della resurrezione. Anche noi, tiepidi come i discepoli,
siamo invitati a tornare alle sorgenti, alle origini della nostra fede, a
quella esperienza rigenerante e sconvolgente che – per prima – ci ha fatto
incontrare il Maestro come Signore della nostra vita. Buon cammino di pasqua
amici, lasciamoci incontrare dal Risorto, non opponiamo incredulità alla sua
luce!
(Paolo
Curtaz)

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