martedì 2 aprile 2013

2 aprile 2013 - La gioia è una tristezza superata


«Non temete;
andate ad annunciare ai miei fratelli
che vadano in Galilea: là mi vedranno».
(Mt 28,10)

L'incontro tra Gesù risorto e le donne
È risorto, amici, è risorto! Gesù è vivo, smettiamo di cercarlo tra i ricordi, smettiamo di cercarlo tra i morti del passato, egli è vivo, è qui, è raggiungibile, è accessibile e incontrabile. Questa notizia l'abbiamo celebrata dopo quaranta giorni di deserto e ora per cinquanta giorni la ripeteremo e la celebreremo! Gesù è vivo, ma i discepoli, come vedremo, fanno fatica a riconoscerlo, sono ancora tutti legati al proprio dolore. La gioia cristiana, amici, è una tristezza superata e non c'è che un modo per superare il dolore: non amarlo, non affezionarvici. Vedremo che le apparizioni di Gesù risorto seguono sempre uno schema preciso: un dolore di partenza, un incontro col Signore che però non viene riconosciuto e – infine – un segno: un gesto, una parola che spalancano il cuore e gli occhi. Oggi troviamo le donne che scappano dal sepolcro intimorite e turbate e nel loro cammino di ritorno incontrano Gesù che affida loro un compito: devono convincere i discepoli a tornare in Galilea, là lo troveranno. E così accade solo che, come veniamo a sapere da Luca, il cuore ottuso e indurito degli apostoli stenterà a dar retta a queste donne. In Galilea: lì, nei pressi del lago, tutti sono stati chiamati, tutto è iniziato. Ora gli apostoli sono invitati, in un certo modo, a tornare alle fonti, a riscoprire e rileggere la loro storia alla luce della resurrezione. Anche noi, tiepidi come i discepoli, siamo invitati a tornare alle sorgenti, alle origini della nostra fede, a quella esperienza rigenerante e sconvolgente che – per prima – ci ha fatto incontrare il Maestro come Signore della nostra vita. Buon cammino di pasqua amici, lasciamoci incontrare dal Risorto, non opponiamo incredulità alla sua luce!
(Paolo Curtaz)

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