«È
il Signore!»
(Gv 21,7)
In riva al
lago, uno dei dialoghi più affascinanti della storia di Dio che cerca l'uomo.
Gesù si rivolge a Pietro con tre domande, ogni volta diverse, come tre tappe
attraverso le quali guarire in radice il suo tradimento. Simone di Giovanni, mi
ami più di costoro? A Gesù non interessa né giudicare né assolvere; per lui
nessun uomo coincide con i suoi peccati, né con le tante notti senza frutto, ma
un uomo vale quanto vale il suo cuore. Che lui vuole ravvivare, adesso. Misera
è la santità pensata solo come assenza di peccato. Santità è rinnovare la
passione per Cristo, adesso.
Gesù usa un verbo raro, quello dell'agàpe,
dell'amore grande, del massimo possibile; Pietro risponde con il verbo umile
dell'amicizia; lui, abituato a primeggiare esce dalla competizione, dice solo:
Signore, sì, tu sai che ti sono amico. Gesù domanda una prova a Pietro, prova
d'amicizia: pascola i miei agnelli. Pascolare significa procurare alimento al
gregge, ma cominciando dai più piccoli e deboli, porsi a servizio degli
inferiori. Proprio ciò che Pietro ha contestato a Gesù nella lavanda dei piedi.
Seconda domanda: Simone di Giovanni, mi ami? Rimane il grande verbo dell'amore
assoluto, ma non compare più il confronto con gli altri discepoli. Pietro sa di
non poter rispondere con lo stesso verbo, è cosa da Dio, e si aggrappa
all'amicizia, così umana, così rassicurante: Signore, io ti sono amico, lo sai.
Prova d'amicizia sarà pascolare il suo gregge, abbandonare ogni superiorità,
vivere per gli altri.
Nella terza domanda, Gesù si avvicina ancora di più al
suo discepolo. È lui stesso questa volta ad abbandonare il verbo
"amare" adottando il verbo di Pietro: Simone di Giovanni, mi sei
amico? L'affetto almeno, se l'amore è troppo; l'amicizia almeno, se l'amore
mette paura. Semplicemente un po' di bene. Gesù dimostra il suo amore abbassando
per tre volte l'esigenze dell'amore. Fino a che le esigenze di Pietro, la sua
fatica, la sua tristezza diventano più importanti delle esigenze stesse di
Gesù. Dio si dimentica per collocarsi al livello di Pietro: il tu è più
importante dell'io. Solo così l'amore è possibile.
Gesù mendicante d'amore,
mendicante senza pretese, che assicura: Pietro, il tuo desiderio di amore è già
amore. E quando interroga Pietro, interroga me: sì, Signore, tu lo sai che un
po' di bene te lo voglio, un po' d'amicizia tra tanta indifferenza, un po'
d'attenzione tra tanta freddezza; non oso dire che ti amo, però, come Pietro,
ti sono amico. Sarò anch'io pastore di un minimo gregge: di familiari, di
amici, di poveri affidati alla mia amicizia. Chiamami, se non cerchi uomini
infallibili, ma solo appassionati. Chiamami e ti seguirò.
(Ermes Ronchi)
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