Annunciazione del Signore
"Rallégrati, piena di grazia:
il Signore è
con te".
(Lc
1,28)
![]() |
| Andrea Della Robbia, L'Annunciazione, Convento de La Verna (Ar) |
Il Vangelo
dell’annunciazione comincia con sette nomi propri (sette è il numero della
completezza) di luoghi e persone che affollano la pagina di Luca e mostrano che
il venire di Dio coinvolge la totalità della vita. Maria è così importante
perché è il punto di incontro tra Dio e la materialità della nostra vita.
«L’angelo
entrò da lei», nella sua casa: un giorno qualunque, in un luogo qualunque, un
annuncio consegnato nell’intimità, nella normalità di una casa. È nella casa
che Dio ti sfiora, ti tocca. Lo fa in un giorno di festa, nel tempo delle
lacrime, quando dici alle persone che ami parole che si sognano eterne. È così
bello pensare che Dio ti sfiora non solo nelle liturgie solenni delle
Cattedrali, o in giorni speciali, ma soprattutto nella vita comune! Come nella
Messa il sublime confina con una tovaglia, un calice e un pane, così nella casa
l’immenso si insinua nelle piccole cose finite di ogni giorno.
La prima parola
dell’angelo è ch'ire, gioisci, sii felice; non dice: «fai, alzati,
inginocchiati, prega»; solo: «gioisci». Il primo Vangelo è lieta notizia e
precede qualunque tua risposta. La fede ha radice nella gioia. Il perché della
gioia è detto con la parola successiva: «piena di grazia», riempita della vita
di Dio, sei amata teneramente, gratuitamente, per sempre. Ecco il nome di
Maria: «amata per sempre». Il mio nome.
L’angelo aggiunge: Il Signore è con
te. In questa mia vita inadeguata il Signore è con me. In questa mia vita
distratta e invasa, il Signore è ancora con me. L’angelo fa eco all’antica
parola: sono stato con te, dovunque sei andato. Parole di un Dio innamorato,
che nessuna creatura potrà mai dirti, per quanto ti ami; nessuno può affermare:
sono stato con te, dovunque, sempre. Nessuno sarà con me dovunque io andrò.
Nessuno è stato con me in tutti i passi che ho compiuto, che ho perduto, che ho
ritrovato, Dio solo. E quando Gesù lascerà i suoi, l’ultima parola sarà eco
della prima: Io sarò con voi tutti i giorni, fino al consumarsi del tempo, al
compiersi dell’incarnazione.
(Ermes Ronchi)

Nessun commento:
Posta un commento