«È
lecito in giorno di sabato fare del bene
o fare del male,
salvare
una vita o ucciderla? ».
(Mc 3,4)
Prima di guarire
“un uomo che aveva una mano paralizzata”, Gesù interroga severamente i farisei:
“E’ lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una
vita o ucciderla?” Egli considera la vita umana più importante del
Sabato: “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato”
(Mc 2, 27). Anzi la
considera più importante di tutto il mondo: “Quale vantaggio avrà un uomo
se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?” (Mt 16, 26). Gesù è un ebreo devoto e
osservante, ma se si tratta di fare il bene, non esita a trasgredire il sabato
e altre leggi di Israele. Egli vuole che la persona umana sia considerata
“centro e vertice” di tutte le istituzioni e di tutte le attività terrene (cfr
Vaticano II GS 25). Coerentemente la Chiesa riconosce
il valore della scienza e della tecnologia in ambito biologico, ma chiede che
il progresso sia posto a servizio della vita e del suo sviluppo, non contro di
essa. […]
Il Vangelo poi
prosegue nell’illustrare il contrasto drammatico tra Gesù e i farisei: “Guardandoli
tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse
all’uomo: tendi la mano! Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei
uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo
morire”. Scontro drammatico tra la volontà di vita e la volontà di
morte. […]
Gesù nella sinagoga ordinò all’uomo paralizzato di tendere la
mano. “Egli la tese e la sua mano fu guarita”. I miracoli di Gesù
sono opere di amore misericordioso più ancora che di potenza. A chi insinuava
che facesse prodigi con il potere di Satana, Gesù rispondeva che egli dava la vita
e faceva il bene a tutti e quindi operava in virtù dello Spirito di Dio.
L’impressione che il suo ministero suscitava era quella di una potenza divina,
benevola, liberatrice, dispensatrice di vita “Dio consacrò in Spirito
Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti
coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui”
(Atti 10, 38).
Gesù introduce nella storia il regno di Dio, regno di amore e di
vita. Oggi chiama noi ad essere suoi discepoli, amici, fratelli e
collaboratori, per la gloria di Dio e la salvezza degli uomini, perché “la
gloria di Dio è l’uomo vivente” (S. Ireneo, Contro le eresie, 4, 20, 7).
(Ennio Antonelli,
Omelia nel V Congresso mondiale per la vita,
Omelia nel V Congresso mondiale per la vita,
5 ottobre 2010)
Es 35,1-3; Sal 96; Eb
4,4-11; Mc 3,1-6

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