«Tutto
quello che chiederete nella preghiera,
abbiate
fede di averlo ottenuto e vi accadrà».
(Mc 11,24)
“Accresci in noi la fede!”
(Lc 17,5). È la supplica degli Apostoli al Signore Gesù nel percepire
che solamente nella fede, dono di Dio, potevano stabilire un rapporto personale
con Lui ed essere all’altezza della vocazione di discepoli. La richiesta era
motivata dall’esperienza dei loro limiti. Non si sentivano sufficientemente
forti per perdonare al fratello. La fede è indispensabile anche per compiere i
segni della presenza del Regno di Dio nel mondo. L’albero di fichi seccato fin
dalle radici serve a Gesù per incoraggiare i discepoli: “Abbiate fede in
Dio! In verità vi dico: se uno dicesse a questo monte: ‘Lèvati e gèttati nel
mare’, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli
avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera,
abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà” (Mc 11,22-24). Anche
l’Evangelista Matteo sottolinea l’importanza della fede per compiere grandi
opere. “In verità io vi dico: se avrete fede e non dubiterete, non solo
potrete fare ciò che ho fatto a quest’albero, ma, anche se direte a questo
monte: ‘Lèvati e gèttati nel mare’, ciò avverrà” (Mt 21,21).
Talvolta
il Signore Gesù rimprovera “i Dodici” per la loro poca fede. Alla domanda
perché non sono riusciti a scacciare il demonio, il Maestro risponde: “Per la vostra poca fede”[…]
(Mt 17,20). Al mare di Tiberiade, prima di sedare la tempesta,
Gesù richiama i discepoli: “Perché avete paura, gente di poca fede?” (Mt
8,26). Essi devono affidarsi a Dio e alla provvidenza, e non preoccuparsi dei
beni materiali. “Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e
domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?”
(Mt 6,30; cf. Lc 12,28). Simile attitudine si ripete prima della
moltiplicazione dei pani. Di fronte alla constatazione dei discepoli di aver
dimenticato di prendere il pane nel passare all’altra riva, il Signore Gesù
dice: “Gente di poca fede, perché andate dicendo tra voi che non avete
pane? Non capite ancora e non ricordate i cinque pani per i cinquemila, e
quante ceste avete portato via?” (Mt 16,8-9).
[…]
Le
brevi riflessioni sulla fede nei Vangeli ci aiutano a illustrare il tema della
XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi: “La nuova
evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana”. L’importanza
della fede in tale contesto appare rafforzata dalla decisione del Santo Padre
Benedetto XVI di indire l’Anno della Fede a cominciare dall’11 ottobre 2012,
nel ricordo del 50° anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano
II e del 20° della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica.
Entrambi gli eventi avranno inizio nel corso della celebrazione dell’Assise
sinodale. Ancora una volta si verifica la parola del Signore Gesù rivolta
all’apostolo Pietro, roccia sulla quale il Signore ha costruito la sua Chiesa
(cf. Mt 16,19): “io ho pregato per te, perché la tua fede non venga
meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli” (Lc 22,32).
Ancora una volta si aprirà davanti a tutti noi “la porta della fede” (At
14,27).
Come
sempre, anche oggi l’evangelizzazione ha per finalità la trasmissione della
fede cristiana. Essa riguarda, in primo luogo, la comunità dei discepoli di
Gesù Cristo, organizzati in Chiese particolari, diocesane ed eparchiali, i cui
fedeli si radunano regolarmente per le celebrazioni liturgiche, ascoltano la
Parola di Dio e celebrano i sacramenti, soprattutto l’Eucaristia,
preoccupandosi di trasmettere il tesoro della fede ai membri delle loro
famiglie, delle loro comunità, delle loro parrocchie. Lo fanno tramite la
proposta e la testimonianza della vita cristiana, il catecumenato, la catechesi
e le opere di carità. Si tratta di evangelizzazione in senso generale, quale
attività regolare della Chiesa. Con l’aiuto dello Spirito Santo, questa
evangelizzazione, per così dire ordinaria, deve essere animata da un nuovo
ardore. Bisogna cercare nuovi metodi e nuove forme espressive per trasmettere
all’uomo contemporaneo la perenne verità di Gesù Cristo, sempre nuovo, sorgente
di ogni novità. Solamente una fede solida e robusta, propria dei martiri, può
dar animo a tanti progetti pastorali, a medio e largo raggio, infondere la vita
alle strutture esistenti, suscitare la creatività pastorale all’altezza delle
necessità dell’uomo contemporaneo e delle attese delle società attuali.
(Nikola
Eterović, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi)

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