«Non giudicate, per non
essere giudicati».
(Mt 7,1)
Quanto è faticoso iniziare la
settimana con una Parola così destabilizzante: saremo giudicati così come giudichiamo gli altri. La vedo grigina! Non
so voi, ma io tendo sempre a sottolineare le mancanze degli altri, a vederne
l'enormità, e a minimizzare i miei difetti, a sorvolare su di essi, a lasciar perdere...
Il Signore ci chiede di giudicare con correttezza, con misericordia, senza
astio, senza rabbia, mettendoci nei panni degli altri. Guardare la trave che
portiamo nel nostro occhio, significa evitare di salire sullo scranno del
giudice, del saccente, per accomodarci, invece, in quello accanto al fratello
che sbaglia. Quanto è difficile confrontarsi con una persona che ci giudica!
Quanto è liberante avere a che fare con qualcuno che, invece capisce i tuoi
sbagli perché lui per primo li ha commessi! Impegniamoci, in questa settimana,
a giudicare gli eventi, gli altri e noi stessi col metro con cui li giudica
Dio: con benevolenza, con compassione, con comprensione e verità. Solo se
autentici, solo togliendo la maschera della nostra ipocrisia potremo incontrare
le persone nel loro intimo.
(Paolo Curtaz)
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