«Mai
un uomo ha parlato così!».
(Gv
7,46)
Gesù è segno di contraddizione. Al culmine della
disputa con i farisei e i capi del Sinedrio troviamo il divertente episodio di
oggi dei soldati che quasi si convertono, dimenticando di arrestare
l'ingombrante profeta di Nazareth. Il povero Nicodemo, che nel vangelo di
Giovanni fa la parte del giusto di Israele che, però, non ha il coraggio di
schierarsi a causa del suo ruolo sociale, viene pesantemente insultato dai
membri del Sinedrio per il suo atteggiamento troppo morbido verso Gesù. Non
riconoscere Gesù porta alla divisione anche tra gli uomini di fede, ognuno
resta sulle proprie posizioni, torna a casa sua stizzito e impettito. Si
respira un'aria di incomprensione e di solitudine in questo Vangelo e -
esasperati - anche gli uomini del Sinedrio manifestano il proprio pensiero: la
gente è maledetta, il popolino, accusato di non seguire il Sinedrio ma il
proprio intuito e il fascino del Nazareno, viene disprezzato. Non così Gesù che
amerà benedicendo la povera gente, non così Gesù, che preferirà rinunciare alle
proprie posizioni sociali e alla propria fama per manifestare fino alla morte
il suo amore per l'umanità e non per le proprie convinzioni teologiche! Che il
Signore converta le istituzioni che scordano per cosa esistono, che dimenticano
di essere sempre e solo a servizio della verità e non del proprio potere [...]
(Paolo Curtaz)
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